Italia Dimmi Di Sì, il flash mob della Rete per la riforma della cittadinanza

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“Italia dimmi di sì”, a Roma il flash mob per chiedere la riforma della legge sulla cittadinanza. Un “matrimonio mancato” con testimone la modella e attivista Bianca Balti.  

Dalla parte giusta della storia“, questo il nome della campagna promossa dalla Rete per la riforma della cittadinanza, a cui hanno aderito tantissimi ragazzi di seconda generazione, nati o cresciuti in Italia ma privi della cittadinanza.

In occasione dell’approdo alla Camera del nuovo testo, che si basa sul principio dello Ius Scholae e che mira a riformare la normativa, è stato celebrato un matrimonio mancato, quello tra gli aspiranti italiani e l’Italia che per molti ragazzi rimane una patria che si rifiuta di dire di sì.

Ada Ugo Abara, attivista campagna Dalla parte giusta della storia, ha dichiarato a TeleAmbiente: “Dalla parte giusta della storia: è un tentativo dei giovani in attesa di cittadinanza di far pressione affinché si superi la legge 91 del ’92 e si approvi una nuova riforma della cittadinanza. Siamo qui oggi per celebrare simbolicamente l’unione tra l’Italia e i giovani nati o cresciuti qui e non hanno ancora ricevuto questo riconoscimento. Purtroppo ad oggi la cittadinanza è una concessione dello Stato e, come ogni concessione, è soggetta a forte discrezionalità. Quello che chiediamo attraverso la nostra campagna è che la cittadinanza diventi un diritto”.

Testimone di queste nozze simboliche, Bianca Balti, la modella di fama internazionale che ha voluto mostrare il suo sostegno alla rivendicazione di questo diritto negato: “Sono venuta a conoscenza di questo tema perché, essendo privilegiata e nata con questo diritto, non conoscevo effettivamente la situazione. Quando ne sono venuta a conoscenza non ho potuto non sposare la causa. Mi sono resa conto che persone che io conosco che sono effettivamente italiane, nate o cresciute in Italia, non vengono riconosciute dalla legge. Secondo me è un problema di informazione per cui è importantissimo comunicare
questa cosa, far conoscere l’attuale legge sulla cittadinanza e tutti
i problemi che crea ed è veramente una perdita per l’Italia. Io
abito negli Stati Uniti e come abbiamo visto quando non si
riconoscono i diritti alla fine ci rimettono tutti, questo è un
diritto non è un’opinione”.

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