Carne coltivata, ambientalisti contro il governo. Italia a rischio infrazione UE?

Ambientalisti contro il Governo Meloni dopo lo stop alla carne coltivata in Italia. Claudio Pomo (Essere Animali): “Il nostro Paese tutela la zootecnia che contribuisce alla crisi climatica”.

È polemica sul Governo Meloni dopo lo stop alla produzione, importazione e commercializzazione della carne coltivata in Italia. Anche se il disegno di legge presentato dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, è stato approvato con 159 sì, 53 no e 34 astenuti, il provvedimento ha scatenato l’ira degli ambientalisti. “Con questa decisione, l’Italia punta esclusivamente a tutelare un settore produttivo, la zootecnia, che contribuisce alla crisi climatica e causa gravi sofferenze negli animali“, ha commentato Claudio Pomo, Responsabile Sviluppo di Essere Animali. “Una legge ideologica che blocca l’innovazione, danneggia le imprese italiane e favorisce lo sfruttamento degli animali“, hanno aggiunto in una nota le associazioni ecologiste italiane come l’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), la Lega Antivivisezione (LAV) e l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA).

 

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Intanto, in attesa della promulgazione del provvedimento da parte del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, l’Unione Europea potrebbe aprire una procedura d’infrazione contro il nostro Paese per violazione della libertà di circolazione delle merci. Ma la carne coltivata è un’opportunità o un rischio? A rispondere a questa domanda nello “Speciale Teleambiente” Giorgio Cantelli Forti, farmacologo e Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, Domiziana Illengo, Responsabile Settore Alimentazione Vegana della Lega Antivivisezione (LAV) e Claudio Pomo, Responsabile Sviluppo di Essere Animali.