Si tratta di trappole per uno strano pesce simile all’anguilla. Una volta catturato, i pescatori ributtano in mare la trappola non riutilizzabile. Glen Kissack di The Ocean Cleanup: “Ne troviamo migliaia ogni volta”

La Great Pacific Garbage Patch, l’isola di plastica formatasi al largo dell’Oceano Pacifico dalla correnti che spingono migliaia di tonnellate di rifiuti in plastica nello stesso luogo, si sta riempiendo di strani oggetti neri.

 


A spiegare cosa sono ci pensa Glen Kissack, operation manager di Cleanup Boyan Slat, la società fondata dall’olandese Boyan Slat che con The Ocean Cleanup si sta occupando di recuperare questi e altri oggetti di plastica dal Pacifico.

“Ne troviamo a migliaia”, spiega Kissack mostrando sei borse giganti contenenti tutte le trappole raccolte in un solo turno.

The Ocean Cleanup, arrivano gli occhiali da sole realizzati con i rifiuti dell’isola di plastica nel Pacifico

“Ci chiedono spesso cosa sono e perché ne troviamo così tante nelle nostre raccolte”, spiega Kissack. L’operation manager racconta che si tratta di un oggetto chiamato “trappola per anguille” ma che, a dispetto del nome, sono utilizzate per catturare un animale chiamato missina. “Che non è l’animale più bello del mare”, scherza Kissack.

 


Nome scientifico Myxine glutinosa, la missina è un invertebrato simile all’anguilla molto diffuso nelle acque dell’Oceano Atlantico nord-orientale ma che spesso si trova anche nei mari italiani.

 


Le trappole nere sono utilizzate sulla costa occidentale degli Stati Uniti e in Asia e sono formate da due pezzi che si incastrano in maniera tale da catturare la missina che, attratta dal cibo, entra nella trappola e non riesce più ad uscirne. Poi i pesci catturati vengono venduti sul mercato coreano – dove sono una prelibatezza – e vengono utilizzati per produrre abbigliamento e accessori con la loro pelle.

Una volta catturata la missina, i pescatori ributtano in mare la parte della trappola non più riutilizzabile. Aumentando, così, la loro presenza nelle acque dell’Oceano.

 

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