Ischia, una tragedia legata alle conseguenze del cambiamento climatico

“Tutte le tragedie che si stanno susseguendo, dalle Marche fino a questa di Ischia, sono originate dall’eccedenza di calore che è stato assorbito dal Mediterraneo”, Valerio Rossi Albertini.

Crisi climatica ma anche incuria dell’uomo. C’è questo dietro la tragedia avvenuta ad Ischia nella quale al momento si contano 10 vittime.

Secondo il rapporto di Legambiente Città Clima 2022 da inizio 2022, in Campania si sono registrati 18 eventi climatici estremi, 6 solo nel mese di novembre.

“Siamo nelle medesime condizioni per quanto riguarda il dissesto idrogeologico aggravato dall’espansione, dall’inurbamento spropositato, ma c’è un elemento in più: stavolta tutto quanto si è consumato in cinque ore. Non c’è stato il tempo per dare un allarme, per riuscire a far abbandonare le case almeno a coloro che abitavano sul canalone“.  Le parole sulla tragedia di Ischia di Valerio Rossi Albertini, divulgatore scientifico, presente all’evento Mediterranean Day: le best practice Made in Italy per la tutela del mare.

A che cos’è dovuto tutto questo?Al cambiamento climatico. Il Mediterraneo, per l’Italia, è la prima riserva di umidità che ogni volta si incontrino delle correnti fredde che si incontrano a delle correnti calde-umide provenienti dal sud del mediterraneo si trasformano nelle cosiddette ‘bombe d’acqua. – afferma Valerio Rossi Albertini –  Il Mediterraneo si sta tropicalizzando. Ciò non significa che ci ritroveremo come ai tropici, che non ci saranno più le stagioni, che il sole rimarrà sempre a metà cielo sull’orizzonte, ma che adesso si stanno innescando dei processi molto simili a quelli del Mar dei Caraibi, ad esempio. È stato coniato un nuovo termine: il ‘Medicane‘, l’urgano del Mediterraneo. Perché non era mai successo“.

E conclude: “Tutte le tragedie che si stanno susseguendo, dalle Marche fino a questa di Ischia, sono originate dall’eccedenza di calore che è stato assorbito dal Mediterraneo e che si traduce in una evaporazione sovrabbondante. Ora che andiamo verso l’inverno, con le correnti fredde che vengono dal Nord ci dobbiamo aspettare che questi eventi si ripetano”.

“L’Italia si è dotata già di un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Che insieme a molti altri ricercatori ed esperti è stato redatto alcuni anni fa e che è stato approvato dal Ministero della Transizione Ecologica – ora Ministero dell’Ambiente – l’anno scorso. – spiega a TeleAmbiente Roberto Danovaro,  prof. Ordinario Università Politecnica Marche.

Il nostro Paese ha un disperato bisogno di mettere in atto questo piano nazionale di adattamento perché le tragedie come quella di Ischia, o quella di Senigallia di poche settimane fa, si potevano risolvere innescando un meccanismo positivo per l’economia e mettendo in sicurezza territorio, ambiente e vite umane. Dobbiamo imparare ad adattarci perché questi cambiamenti saranno sempre più forti e sempre più letali in futuro, conclude il prof. Danovaro.

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