Irpinia, a 42 anni dal terremoto i Vigili del Fuoco incontrano il bimbo salvato dalla macerie

23 novembre 1980, il ricordo di una tragedia in cui persero la vita 3mila persone. Dopo 42 anni l’incontro tra i Vigili del fuoco e il bimbo che salvarono dalle macerie. 

Sono passati 42 anni dal terremoto di Irpinia che, il 23 novembre 1980, colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale, una fra le più grandi tragedie vissute dal nostro Paese.

Erano le 19.34 quando la terra cominciò a tremare. A una prima scossa di magnitudo di 6.9 e un valore sulla scala Mercalli pari al nono grado, ne seguirono altre due, anch’esse con magnitudo attorno al 6.4-6.6. In meno di un minuto è come se tre terremoti, avessero colpito l’area, con epicentro tra le province di Salerno e Potenza.

Un evento sismico potentissimo, il cui disastroso bilancio fu di quasi 3mila vittime, 9mila feriti e 200mila sfollati. Il Corpo Nazionale mobilitò da tutta Italia verso le aree colpite dal sisma 4.259 vigili del fuoco con oltre 1.100 mezzi.

Una squadra di otto vigili del fuoco durante il terremoto salvò un bimbo di 11 anni dalle macerie. Prima di partire dalla caserma di Verona scattarono una foto tutti assieme. Gli stessi si sono rincontrati dopo 42 anni e hanno scattato una foto con la stessa posa che avevano quel giorno, ma con una differenza: l’uomo accovacciato, il secondo da destra, è Toni, il bambino che hanno salvato.

Terremoto Irpinia, ministro Piantedosi: “Rimane una ferita incancellabile”

“Quarantadue anni fa un terribile sisma colpì la mia Irpinia, portando morte e devastazione. Rimane una ferita incancellabile per questa meravigliosa terra, così come indelebile è il ricordo della straordinaria solidarietà di moltissimi, in Italia e all’estero, che si mobilitarono per portare aiuto alle comunità martoriate, altrettanto doveroso è sottolineare lo sforzo e il grande percorso di rinascita e di crescita di quei territori, messo in atto dalla popolazione e dalle istituzioni“. Lo scrive in una nota il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per ricordare il 23 novembre del 1980.

“In questo giorno in cui la mia mente ritorna ai quei giorni di dolore e di grande emozione – ha aggiunto – desidero inviare ai familiari delle vittime e a tutti coloro che furono sconvolti dal terremoto, il mio commosso pensiero insieme ad un sentimento di vera riconoscenza per l’impegno eroico di tutti gli operatori delle Forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco e dei volontari di tutta Italia che furono impegnati nei soccorsi“.

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