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Ipcc, il nuovo rapporto sul clima. Il monito: “Il dramma già visibile con caldo record, incendi, alluvioni e siccità”

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Ipcc, ecco il nuovo rapporto sul clima (che sarà finalizzato nei prossimi giorni). Per gli scienziati il cambiamento climatico è già ben visibile, con gli eventi meteo estremi che hanno sconvolto tutto il Pianeta nelle ultime settimane.

È iniziata ieri la 54ª sessione dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) e, al tempo stesso, anche i lavori della 14ª sessione del Working Group 1. Si lavora per ultimare il nuovo rapporto Climate change 2021: the Physical Science Basis. La sessione, per la prima volta totalmente in via telematica, proseguirà fino al 6 agosto e la pubblicazione definitiva è attesa per il 9. Intanto, però, sono già stati illustrati i dettagli della prima parte del rapporto, promosso dal Gruppo intergovernativo dell’Onu.

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Il rapporto sarà poi aggiornato con una seconda (prevista per febbraio 2022 e che riguarderà il riscaldamento globale) e una terza parte (attesa per marzo 2022 e riferita alle soluzioni per ridurre le emissioni di gas serra). Intanto, però, sono già stati pubblicati alcuni dettagli della prima parte del rapporto, che arriva dopo una serie inquietante di disastri climatici e a pochi mesi dalla Cop26 di Glasgow. Proprio nella riunione inaugurale di ieri, è intervenuto Petteri Taalas, segretario generale della World meteorological organization. “Bisogna fare di più per contenere i disastri causati dal cambiamento climatico, che è già molto visibile, come dimostrano le ondate di caldo, siccità e inondazioni tra Nord America, Europa e Cina” – il monito del segretario generale Wmo – “Il massiccio riscaldamento dell’Artico sta influenzando le dinamiche atmosferiche nell’emisfero Nord, come evidenziato dai sistemi meteorologici stagnanti e dai cambiamenti nel comportamento della corrente a getto“.

 

A inaugurare la nuova sessione è stato ovviamente Hoesung Lee. “Ringrazio tutti i 234 autori del rapporto per il loro impegno e la determinazione, specialmente nelle condizioni degli ultimi 16 mesi, quando è stata modellata la bozza finale” – ha spiegato l’economista sudcoreano e presidente dell’Ipcc – “Nel rapporto ci sarà una maggiore attenzione alle informazioni regionali che possono essere utilizzate per le valutazioni del rischio climatico“.

 

L’Ipcc lavora da quasi 11 anni per fornire indicazioni e linee guida ai governi e alle organizzazioni sovranazionali per contrastare il cambiamento climatico. Nel corso della seduta di ieri è intervenuta anche Patricia Espinosa, segretaria esecutiva dell’UN framework convention on climate change. “Le valutazioni e i rapporti sono stati fondamentali per comprendere il cambiamento climatico, i sempre più crescenti rischi per tutto il mondo e l’urgente necessità di un’azione per affrontarlo” – il monito della politica e diplomatica messicana – “Tutto il mondo è a un bivio climatico: le decisione prese quest’anno determineranno se sarà possibile contenere il riscaldamento globale a 1,5°C sopra i livelli pre-industriali entro la fine del secolo. Ma attualmente siamo sulla strada opposta, andiamo verso un aumento di 3°C e dobbiamo cambiare rotta urgentemente“.

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