Invasione di cavallette e api, gli esperti: “Una vera emergenza, non c’è rimedio”

Dopo l’allarme delle cavallette in Sardegna che hanno distrutto oltre 2mila ettari nelle campagne in provincia di Nuoro, sciami di api a Bologna hanno costruito i loro alveari nel sottotetto della famosa biblioteca dell’Archiginnasio, vicino Piazza Maggiore, nel pieno centro. Si tratta di fenomeni legati al modo in cui gli animali si sono adattati a rispondere a certe condizioni ambientali.

Milioni di cavallette hanno devastando le campagne del Nuorese  in Sardegna, mentre a Bologna sciami di api hanno invaso il centro della città. Si tratta di fenomeni che non stupiscono gli esperti: “Gli animali hanno i loro ritmi di attività e la stagione si sta risvegliando dopo un maggio freddo –  osserva Pierfilippo Cerretti, docente di Zoologia sistematica dell’Università Sapienza di Roma – Si tratta di fenomeni legati al modo in cui gli animali si sono adattati a rispondere a certe condizioni ambientali”.

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“La presenza massiccia degli insetti – spiega Coldiretti – sta facendo terra bruciata di pascoli e foraggio ma infastidiscono anche le persone invadendo cortili e case coloniche. Giugno e luglio ma anche agosto sono i mesi favorevoli per la loro diffusione; si sviluppano nei terreni incolti, ma poi si spostano anche in quelli coltivati per nutrirsi”.

L’invasione di cavallette ha colpito le zone di Ottana, Iscras e Bolotana e in particolar modo Orani, località purtroppo non nuove a questa invasione, che 16 anni fa le aveva attraversate, distruggendo completamente colture di foraggio, cereali e ortaggi. In ginocchio tante aziende agricole e zootecniche del territorio: circa 2mila ettari di terreno sono diventati un tappeto di cavallette.

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“Non ho mai visto niente del genere in 53 anni di vita – racconta all’ANSA Luigi Puggioni, allevatore di Orotelli – tutto il lavoro fatto per coltivare il foraggio destinato alle mie 60 vacche e 200 pecore è annullato perché le cavallette stanno divorando tutto: siamo davvero sul lastrico. Saremo costretti a partire alla volta del Campidano per comprare il foraggio, con un danno economico enorme: tra costi della materia prima e di viaggio ci vorranno circa 2mila euro ogni volta”.

Una nuova emergenza dopo il crollo del prezzo del latte e i danni del maltempo. “Ora dobbiamo pure fare i conti con le cavallette – attacca Pasqualino Puggioni, allevatore di Bolotana – Per mantenere i miei 1.000 capi ovini dovrò sborsare parecchio denaro per l’acquisto del foraggio. Ci siamo rivolti alla Coldiretti, ma ci dicono che per questa stagione non si può fare molto, se non lavorare con la prevenzione per il prossimo anno. Non ci resta che appellarci alla Regione per cercare di ottenere da subito almeno una parte degli indennizzi per i danni che stiamo subendo”.

A Bologna le api avevano costruito i loro alveari nel sottotetto della famosa biblioteca dell’Archiginnasio, vicino Piazza Maggiore, nel pieno centro, ma anche in questo caso il  fenomeno non è nuovo:  in città le api hanno ritmi di attività diversi a seconda delle specie, spiegano gli esperti, e gli alveari si spostano a seconda delle esigenze  e in cerca di nutrimento, e per questo possano occasionalmente fare tappa in città.

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Coldiretti in campo per supportare gli allevatori del Nuorese : “Siamo stati avvisati circa una settimana fa, quando il fenomeno, purtroppo, era già in fase molto avanzata – spiega all’ANSA Leonardo Salis, presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra – Quando siamo arrivati nei territori di Bolotana Ottana Orotelli e Orani abbiamo trovato un tappeto di cavallette: compromessi tutti i pascoli e le provviste di foraggio per l’autunno. Noi ci stiamo muovendo, ma le uniche soluzioni sono intervenire presso La Regione, la Provincia e i Comuni per avviare la prevenzione per il prossimo anno e per ottenere quanto prima gli indennizzi”.

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Si tratta di un’ emergenza, secondo gli esperti, ancor più grave perché non ci sono trattamenti efficaci: “Si potrebbero arare i terreni, soprattutto quelli incolti che rappresentano il luogo ideale per proliferare e questo la dice lunga sull’importanza del presidio dei territori svolto dalle imprese agricole”.

Per l’agronomo Lorenzo Bazzana, della Coldiretti, c’è da considerare che fenomeni simili sono «da collegare, molto spesso, anche all’abbandono dei campi. Il fatto che i terreni non vengano lavorati – spiega – favorisce la deposizione delle uova in modo massiccio e queste sfociano poi in improvvise presenze di grandissime quantità di cavallette”. Le uova, deposte in piccole buche nel terreno durante l’autunno, cominciano a schiudersi nel periodo compreso tra la fine di maggio e la fine di luglio. Una volta raggiunto lo stadio adulto, le cavallette sono pronte a spostarsi in volo. Diventano in questo modo una minaccia per qualsiasi coltura: “Sono  insetti polifagi, vale a dire – spiega Bazzana, che si nutrono di cibi diversi e per questo danneggiano ogni tipo di coltivazione. In ogni caso il raccolto va irrimediabilmente perduto”.

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