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Interferenti endocrini, i veleni intorno a noi e ai nostri figli. Quintili: “Ecco come evitarli”

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Nel nuovo numero della rivista Il Salvagente la mappa del rischio degli interferenti endocrini più comuni trovati in oggetti di uso quotidiano, dai tappetti ai giocattoli, dalle stoviglie usa e getta agli scontrini del supermercato, fino alle creme per il viso. Ne abbiamo parlato con il direttore del mensile, Riccardo Quintili.

Gli interferenti endocrini sono molti e li troviamo in insospettabili oggetti di uso comune e rappresentano  un rischio serio per la salute di adulti e bambini. Ma cosa sono? Si tratta di un gruppo di sostanze in grado di alterare il corretto funzionamento del sistema endocrino, in altre parole imitano l’azione di alcuni ormoni e quindi interferiscono con il funzionamento di questo complesso sistema.

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“Ne siamo circondati fin da quando siamo bambini. Nei giocattoli che i nostri figli portano in bocca, nei contenitori per alimenti, nei tessuti e negli alimenti stessi. Alcuni di questi nomi come quello del bisfenolo siamo ormai abituati a conoscerli, sappiamo che rappresentano un rischio ma non sappiamo sempre dove e come evitarli”, ci racconta il direttore del Salvagente Riccardo Quintili in un’anticipazione della puntata mensile con TeleAmbiente presto visibile online sul nostro sito web.

“Il Salvagente nel dossier di questo numero cerca di dare una risposta e di capire dove si trovano queste sostanze, cosa si può fare anche da soli per evitarli, cosa si può scegliere per stare più sicuri e poi racconta i retroscena. Perché ancora continuiamo ad avere in circolazione prodotti che contengono queste molecole, quali sono gli interessi, perché non si interviene“, spiega Quintili.  

Eccezione fatta per bisfenolo A e ftalati per i quali esiste una normativa che ne regola la presenza negli imballaggi e nei giochi, c’è tutta una lunga lista di sostanze che aspettano di essere limitate. Nel frattempo, studi scientifici completano il profilo di rischio di queste molecole e i loro effetti si fanno sentire sempre di più sulla popolazione: aumento di casi di pubertà precoce nelle ragazzine e maggiore incidenza di ipofertilità negli uomini, giusto per fare due esempi. 

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“Sono troppi gli interessi entrano in gioco e la Commissione europea ha troppo spesso e per troppo tempo difeso l’industria dell’agro-chimica, invece di dare priorità alla salute pubblica. – ha dichiarato al Salvagente Eleonora Evi, europarlamentare europea Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea – È stata vergognosa la proposta dell’allora Commissione Junker nel 2016 che intendeva classificare gli interferenti endocrini laddove fosse dimostrato un ‘collegamento causale’ tra gli effetti avversi sulla salute e il modo di azione endocrino della sostanza chimica. Per fortuna, la recente Strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili dell’attuale Commissione a guida Von der Leyen sembra andare nella giusta direzione per un’effettiva tutela della salute dei cittadini”.

Fonte Il Salvagente

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