Animali

Insetti, un nuovo studio propone una serie di soluzioni per contrastarne il declino

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Il report Insect Atlas sostiene che il 41% delle specie di insetti sia in declino e che sia necessario adottare una serie di soluzioni per evitarne l’estinzione come una riduzione dell’utilizzo di pesticidi e della deforestazione.

Un nuovo report sul declino della popolazione degli insetti è riuscito ad attirare l’attenzione di tutto il mondo, chiedendo che vengano attuate politiche a livello globale per dare un impulso all’agricoltura e proteggere queste piccole creature. Lo studio, chiamato Insect Atlas, è stato prodotto da Friends of the Earth e dalla Heinrich Boll Foundation.

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 Il report menziona vari studi in grado di documentare questa perdita, tra cui una ricerca del 2018 che sostiene che il 41% delle specie di insetti sia in declino ed il 33% a rischio di estinzione. L’ Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES) stima che il 10% delle specie di insetti sia a rischio mentre un altro studio sostiene che una specie di api e di farfalle ogni dieci sia minacciata dall’estinzione. Questo declino ha anche un impatto a livello nutrizionale: “Il 75% dei raccolti di tutto il mondo trae beneficio dagli impollinatori. Questi contribuiscono a circa un terzo della produzione di cibo globale. Insieme ai cambiamenti climatici e all’inquinamento luminoso, la diffusione e l’intensificazione dei terreni agricoli è la causa maggiore del declino degli insetti”.

Questo tipo di agricoltura fiorisce grazie alle monoculture e agli insetticidi, il cui utilizzo è aumentato negli ultimi novantanni: “Inoltre, il numero di prodotti chimici utilizzati in tutto il mondo continua ad aumentare. E i loro effetti negativi stanno diventando sempre più evidenti. Non si tratta solamente del numero di agenti utilizzati; anche le loro formule sono efficaci e vengono utilizzate sempre più approfonditamente.

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Il mondo sviluppato si sta accorgendo dei rischi associati all’utilizzo dei pesticidi ma la situazione è diversa nei paesi in via di sviluppo: agenti chimici vietati in Europa e Nord America vengono ancora utilizzati per controllare i parassiti in altre parti del mondo. Sono necessari maggiori controlli e informazioni per gli agricoltori. Non ci sono alternative: per proteggere gli insetti l’agricoltura deve diventare parte della soluzione. Non solo per la sicurezza della società ma anche per quella dell’agricoltura, che ha bisogno di insetti”.

L’evidenza è chiara: i pesticidi utilizzati stanno spazzando via gli insetti e i loro ecosistemi, minacciando la produzione alimentare” ha commentato Mute Schimpf, attivista di Friends of the Earth Europe “un pugno di compagnie controlla la fornitura di pesticidi e se lasciate incontrollate continueranno ad utilizzare la propria influenza politica per bloccare il settore dell’agricoltura, continuando a spazzare via la natura e a distruggere le comunità rurali”.

Una soluzione per risolvere la deforestazione e il seguente calo degli insetti potrebbe essere  quella di ridurre il consumo di carne e la grande porzione di territorio dove vengono prodotti i nutrienti geneticamente modificati per gli animali: “Se il mondo sviluppato consumasse meno carne e i prodotti agricoli non fossero utilizzati come carburante la pressione su queste terre verrebbe ridotta notevolmente”.

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Tra le altre soluzioni proposte da Insect Atlas per contrastare il declino degli insetti ci sono: una riduzione di pesticidi dell’80% in Unione Europea entro il 2030; una riforma delle Politiche agricole comunitarie; l’abbandono di alcune pratiche come la produzione di piante geneticamente modificate o nuove generazioni di insetti modificati; il bisogno di prendere azioni urgenti per raggiungere gli obiettivi proposti dalla strategia European Farm to Fork; una riduzione del consumo di carne a favore di soluzioni a base vegetale; una riduzione della domanda di terreni agricoli volta a diminuire la deforestazione. Schimps ha anche riportato l’attenzione sulla Save Bees and Farmers European Citizens Initiative, che si basa su tre elementi chiave: riduzione dell’utilizzo dei pesticidi, misure per aumentare la biodiversità e supporto agli agricoltori. La proposta ha già raccolto oltre 355,000 firme.

 

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