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Insetti, drastico calo della popolazione. Scatta l’allarme degli scienziati

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Una nuova studio dell’Università di Monaco ha raccolto i dati di più di un milione di esemplari fra ragni e insetti, riportando un drastico calo della popolazione in tre regioni diverse della Germania, dovuto all’agricoltura e all’utilizzo dei pesticidi.

Un drastico calo di insetti, una scoperta definita “allarmante” dagli scienziati che puntano il dito contro le pratiche dell’agricoltura intensiva, individuata come il maggior responsabile, e chiedendo che venga intrapreso un cambio di rotta nello sfruttamento delle terre per preservare l’habitat naturale di farfalle, ragni ed insetti volanti.

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Lo studio ha preso in considerazione tre regioni diverse della Germania ma è stato dimostrato che nelle economie avanzate la maggior parte di insetti, principalmente api ma anche mosche e coleotteri, è a rischio estinzione.

Per il Dr Sebastian Seibold della Technical University di Monaco “è evidente che il declino degli insetti sia legato all’agricoltura. Il nostro studio conferma che questo calo è reale e può essere ancora più diffuso di quanto si pensi, considerando che questo si sta verificando anche nelle foreste. Dobbiamo essere preoccupati perché questo declino non avviene solo in aree sottoposte ad agricoltura e industrializzazione ma anche in zone protette, quindi i siti che pensiamo salvaguardino la nostra biodiversità non lo stanno più facendo”.

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L’agricoltura intensiva e il sempre maggior uso di pesticidi sembrano essere i colpevoli principali, accompagnati da un aumento delle temperature che colpisce gli insetti come tutti gli animali in generale.

La perdita di insetti sta alla lunga avendo conseguenze per l’intero ecosistema perché oltre ad essere fondamentali per l’alimentazione di uccelli, anfibi, pipistrelli e rettili, essi svolgono un ruolo vitale nell’impollinazione delle piante.

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