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Insetti come nuova risorsa: l’Efsa consente il consumo dei vermi della farina

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L’ultima novità in campo alimentare in Europa saranno degli snack a base di insetti. Entro i prossimi 7 mesi, l’EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) sarà impegnata a formulare una mozione che consenta il libero consumo di tarme della farina in Europa.

Potrebbero essere proprio gli insetti a finire sulle nostre tavole, considerati in molte culture valide alternative alle tradizionali fonti proteiche e una nuova frontiera dell’alimentazione sostenibile.

Entro i prossimi 7 mesi, l’EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) sarà impegnata a formulare una mozione che consenta il libero consumo di vermi della farina in Europa.

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Come sostiene Mario Mazzocchi, docente all’università di Bologna “esistono numerosi vantaggi ambientali ed economici nel sostituire le più comuni proteine animali con quelle che richiedono meno mangime, producono meno rifiuti e permettono un abbassamento dei costi di produzione e dei prezzi di vendita migliorando anche la disponibilità degli alimenti sul mercato”.

A partire dal 1° gennaio 2018 l’autorità che permette l’immissione sul mercato di generi alimentari non convenzionali (in questo caso le nuove fonti di proteine) è passata sotto il controllo dell’Unione Europea, che si è trovata a dover valutare numerose richieste di prodotti come alimenti a base di alghe, prodotti erboristici e insetti commestibili.

Le valutazioni in questione non sono semplici né tantomeno immediate considerando i molti fattori da analizzare.

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Come ha dichiarato la dott.ssa Helle KnutsenPer esaminare le richieste sono necessarie competenze scientifiche specifiche. Il team che se ne sta occupando è composto da esperti in campi diversi come quello della nutrizione umana, della tossicologia, della microbiologia e altre discipline”.

Desta molte preoccupazioni il fattore allergie, spesso associato al consumo di cibi altamente proteici e in questo caso la concentrazione di proteine si trova nello scheletro dell’insetto.

Esistono numerose specie, tutte diverse, che rappresentano organismi molto complessi perciò è importante comprendere, preventivamente, quali sono gli altri elementi che compongono il nuovo alimento e che effetto potrebbero avere sui nuovi consumatori.

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Un altro elemento osservato da Giovanni Sorgari, ricercatore all’università di Parma è il “fattore disgusto” essendo gli europei abituati al consumo di ben altri tipi di alimenti proteici, ma come afferma “con il tempo e l’esposizione tali atteggiamenti potranno mutare”.

Di Francesco De Simoni

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