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Inquinamento, Svezia e Austria chiudono le ultime centrali a carbone

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Svezia e Austria hanno finalmente detto addio all’utilizzo del carbone, chiudendo le ultime centrali rimaste operative con alcuni anni di anticipo.

Gli attivisti possono celebrare una duplice vittoria ora che sia Svezia che Austria hanno chiuso definitivamente gli ultimi impianti a carbone.

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Il piano della Svezia inizialmente prevedeva lo stop dell’utilizzo del carbone entro il 2022 ma la chiusura dell’impianto della Stockholm Exergi a Värtaverket ha portato il paese a raggiungere l’obiettivo con due anni di anticipo. Secondo un annuncio di Exergi, la compagnia proprietaria dell’impianto, la centrale è stato chiusa a seguito di un inverno mite nel quale non è stato necessario attivare le caldaie per fornire energia agli 800.000 clienti della capitale svedese: “L’impianto ha fornito elettricità e calore agli abitanti di Stoccolma da 1989 ma oggi dobbiamo smettere di usare i combustibili fossili e lo facciamo in anticipo rispetto alle previsioni iniziali” ha spiegato il CEO di Stockholm Exergi Anders Egelrud.

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Negli stessi giorni, l’Austria ha chiuso l’impianto della compagnia elettrica Verbund nel distretto di Mellach. I due paesi ora sono gli unici in Europa a non avere nessun impianto a carbone operativo insieme al Belgio, che ha chiuso l’ultimo impianto nel 2016. “Con la Svezia e l’Austria che si sono liberate dal carbone nella stessa settimana, la traiettoria dell’Europa sul carbone inizia a delinearsi” ha spiegato Kathrin Gutmann, di Europe Beyond Coal Sullo sfondo delle sfide sanitarie che stiamo affrontando, abbandonare l’utilizzo del carbone in favore di fonti rinnovabili è la decisione corretta e verremo ripagati con una migliore salute pubblica, maggior protezione climatica ed un’ economia più forte“. Secondo Europe Beyond Coal altri paesi europei si stanno preparando per abbandonare gli impianti a carbone entro il 2025 tra cui Francia, Slovacchia, Portogallo, Regno Unito, Irlanda e Italia.

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Il mercato del carbone è in crisi ora che con la domanda in calo i produttori di energia sono costretti a vendere l’energia ad un prezzo più elevato per coprire i costi. Secondo Carbon Tracker il 46% degli impianti a carbone in Europa ha lavorato in perdita nel 2017 mentre nel 2019 i costi operativi di una centrale a carbone sono stati del 100% più alti di un impianto che sfrutta energia rinnovabile.

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