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Inquinamento, con il Ddl Salvamare più controlli alla nocività dei dissalatori

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Inquinamento. Disco verde alla Camera dei Deputati per il Ddl Salva mare che consentirà ai pescatori di portare e conferire a terra i rifiuti che recuperano in mare, senza doverne sostenere i costi di smaltimento, come invece avviene oggi.

I voti favorevoli sono 242, nessun voto contrario, 139 gli astenuti (Forza Italia, Lega e FdI).

Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Il testo, frutto dell’unificazione di tre diversi disegni di legge, è arrivato nell’Aula di Montecitorio dopo un ampio ciclo di audizioni della Commissione Ambiente della Camera con associazioni, imprenditori del settore ed enti a vario titolo coinvolti.

Il provvedimento inserisce tra i rifiuti urbani anche quelli volontariamente raccolti (Rvr) o accidentalmente pescati (Rap), ovvero i rifiuti raccolti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune durante le operazioni di pesca.

Per ‘rifiuti volontariamente raccolti’ si intende, invece, quelli raccolti nel corso delle campagne di pulizia, anche in questo caso nel mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune”.

Vengono poi disciplinate (nell’articolo 2), le modalità di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati che, equiparati a quelli prodotti dalla nave, dovranno essere conferiti in modo gratuito all’impianto portuale di raccolta.

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Nel caso in cui la nave fosse ormeggiata in un’area che non sia di competenza di un’Autorità portuale, sarà compito dei comuni territorialmente competenti, nell’ambito della gestione dei rifiuti urbani, a disporre che i ‘Rap in mare’ siano conferiti ad apposite strutture di raccolta, anche temporanee, allestite in prossimità degli ormeggi.

Un ulteriore caso è disciplinato dal comma 3: il comandante della nave che approda in un piccolo porto non commerciale, caratterizzato soltanto da un traffico sporadico o scarso di imbarcazioni da diporto, deve conferire i Rap presso gli impianti portuali di raccolta integrati nel sistema comunale di gestione dei rifiuti.

Per coprire i costi della gestione dei rifiuti così raccolti, la legge stabilisce che essi gravino su tutta la comunità nazionale e non solo sui Comuni ove vengono raccolti. In tal senso l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), definirà una componente della tassa sui rifiuti che nelle bollette verrà indicata separatamente dal resto della tariffa.

Tra le novità introdotte, maggiori controlli sulla nocività dei dissalatori, impianti che negli scarichi a mare producono un concentrato di cloruro, assolutamente dannoso per il mare.

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Questa salamoia di scarto che viene reimmessa negli oceani, è 10 volte più salata dell’acqua di mare e mette a rischio gli ecosistemi marini.

Ad oggi, nel mondo esistono 16mila dissalatori, concentrati in Medio Oriente e Nord Africa che gettano in mare 142 milioni di metri cubici di salamoia al giorno, il 50% in più rispetto a quanto stimato in precedenza. Si tratta di 51,8 miliardi di metri cubici d’acqua iper-salata all’anno, abbastanza per mettere l’Italia intera sotto 17 centimetri di salamoia.

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