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Inquinamento, raggiunto livello record di gas serra nell’atmosfera

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Secondo il più recente studio delle Nazioni Unite il livello di CO2 nell’atmosfera è passato dalle 405.5 parti per milione nel 2017 alle 407.8 del 2018, il massimo mai registrato.

Raggiunto il tetto massimo di gas serra mai registrato. Nel 2018, secondo le Nazioni Unite, si è registrato il massimo valore di emissioni nell’atmosfera, in aumento rispetto all’anno precedente.

Le Nazioni Unite quindi hanno richiesto azioni ancora più immediate per ridurre le emissioni, causa principale del riscaldamento globale e quindi dei cambiamenti climatici, per “salvaguardare il futuro della razza umana”.

 


Non ci sono segnali di rallentamento nella concentrazione di gas serra nell’atmosfera anzi, nonostante tutti gli impegni presi con gli accordi di Parigi abbiamo addirittura un aumento, “ha dichiarato in giornata Petteri Taalas, il capo della World Meteorological Organization (WMO).

La concentrazione di CO2, prodotta dalla combustione di carburanti fossili e la causa principale del riscaldamento globale, è passata dalle 405.5 parti per milione del 2017 a 407.8 ppm del 2018, addirittura in aumento rispetto alla crescita media registrata negli anni precedenti l’accordo di Parigi.

Anche gli altri due gas serra principali, metano e protossido di azoto, hanno fatto registrare valori record.

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“Se questo trend continuerà le generazioni future si troveranno ad affrontare  condizioni climatiche sempre più avverse, comprese temperature più alte, condizioni di maltempo estremo, innalzamento delle acque e la distruzione di ecosistemi marini e terrestri,” spiega la WMO.

“L’ultima volta che la terra ha sperimentato un tale livello di concentrazione di CO2 è stato 3-5 milioni di anni fa,” spiega Taalas.

Circa il 25% di tutte le emissioni sono assorbite dagli oceani e dalla biosfera (l’insieme di tutti gli ecosistemi sulla terra).

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Il Pannello Intergovernativo sul Cambiamento Climatico ( IPCC) ha avvertito più volte che per ridurre il riscaldamento sotto i 1.5 gradi Celsius, e prevenire quindi altre catastrofi ambientali, le emissioni nette di CO2 devono essere a 0 , cioè l’ammontare di CO2 pompato nell’atmosfera deve essere uguale all’ammontare assorbito, sia naturalmente che tramite innovazioni tecnologiche.

Le conseguenze del riscaldamento globale ormai sono attorno a noi. L’Italia, un paese una volta dal clima mite mediterraneo, è flagellata a intervalli costanti da tempeste di pioggia e vento tipicamente subtropicali, devastando uno stato impreparato al cambiamento e dalle infrastrutture vecchie e mai rinnovate.

Negli altri paesi la situazione non migliora: francesi, tedeschi ma in genere tutto il centro europa hanno dovuto superare la più calda estate di tutti i tempi, mentre la Gran Bretagna è in lotta costante contro le inondazioni. Incendi che durano mesi stanno flagellando gli Stati Uniti, ma anche l’Australia e il Sud Est Asiatico, spinti dal caldo e dal vento secco. Intere nazioni africane sono quasi senz’acqua, mentre Cina e Giappone contano i morti delle inondazioni.

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Tutto questo secondo l’ IPCC non farà che peggiorare se i capi di stato si ostineranno a non rispettare gli accordi sul clima da loro stessi firmati.

 

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