Home Attualità Inquinamento Inquinamento, le “piogge di microplastiche” contaminano le riserve intatte degli Stati Uniti

Inquinamento, le “piogge di microplastiche” contaminano le riserve intatte degli Stati Uniti

Uno studio ha scoperto che nelle riserve incontaminate degli USA ogni anno circa 1,000 tonnellate di microplastiche presenti nell’aria finiscono a terra spinte dalle piogge.

La crisi della plastica ha colpito gli oceani di tutto il mondo e creato discariche alte come montagne. Ma ora un nuovo studio ha scoperto che in alcune delle aree incontaminate degli Stati Uniti, trasportate dalle piogge, cadono più di 1,000 tonnellate di microplastica ogni anno. Lo studio è stato intitolato “La pioggia di plastica nelle aree protette degli Stati Uniti”.

Inquinamento, in mare ci sono più particelle di microplastica che plancton

Secondo i ricercatori ormai le microplastiche possono essere trovate “in quasi tutti gli ecosistemi del pianeta”. Lo studio ha esaminato le microplastiche trasportate dal vento nell’area occidentale degli Stati Uniti. I ricercatori sostengono che circa il 25% di queste provenga dalle città vicine mentre il resto viene trasportato dal vento da distanze più remote. La scoperta, la prima a tenere conto della provenienza geografica delle microplastiche, sottolinea come ormai l’inquinamento sia diventato un problema globale. “Abbiamo creato qualcosa che non va più via” ha spiegato l’autrice dello studio Janice Brahney della Utah State University.

Animali, gli uccelli ingeriscono frammenti di microplastica ogni giorno

Per condurre lo studio i ricercatori hanno raccolto campioni di acqua e di aria per 14 mesi per calcolare la quantità di microplastiche che cade in queste 11 riserve ogni anno. Sottili frammenti di plastica sono stati trovati nel 98% dei 339 campioni raccolti.

Le microplastiche costituivano il 4% delle particelle di polvere trasportate. Le 1,000 tonnellate di microplastica che cadono ogni anno equivalgono a circa 120 milioni di bottiglie di plastica. “Lo abbiamo calcolato solamente per le aree protette ad ovest, che rappresentano il 6% degli USA. Il risultato era così grande, è sconvolgente”. Tenendo in considerazione il loro ciclo vitale, le microplastiche potrebbero far parte del nostro sistema naturale per un lungo periodo. “Le plastiche possono depositarsi, rientrare nell’atmosfera, essere trasportate per un certo lasso di tempo, depositarsi nuovamente e poi essere raccolte. E chi lo sa per quanto tempo e per quanta distanza hanno viaggiato”.

Microplastiche, dagli oceani alle coste trasportate dalla brezza marina

 Gli scienziati ancora non sanno spiegare gli effetti della presenza di microplastiche nell’aria su animali e piante ma gli autori dello studio sostengono sia necessario lavorare a livello globale per trovare una soluzione: “Le conseguenze sull’ecosistema non sono ancora note ma sono inevitabili nell’immediato futuro. Per limitare i potenziali danni all’ambiente è necessaria una scala e una cooperazione a livello globale”.

Articolo precedenteMorti per Amianto, il tribunale di Roma condanna Ministero della Difesa e Cotral
Articolo successivoRussia, le immagini della perdita di gasolio in Siberia vista dallo spazio