Inquinamento

Inquinamento, picco dei livelli di anidride carbonica a maggio nonostante la pandemia

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I livelli di anidride carbonica nell’atmosfera hanno raggiunto il loro picco annuale lo scorso mese ma gli scienziati credono che in parte dipenda anche dall’attività di piante e suolo.

Le emissioni di anidride carbonica hanno raggiunto un nuovo record a maggio, nonostante la pandemia globale abbia fermato le economie di tutto il mondo.

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La quantità di anidride carbonica registrata al Mauna Loa Observatory delle Hawaii ha raggiunto le 417 parti per milione (ppm) a maggio, un aumento rispetto alle 414.8 ppm dello stesso periodo del 2019 secondo i dati pubblicati dal National Oceanic and Atmospheric Administration e dallo Scripps Institution of Oceanography. Il calo delle emissioni globali dovuto al coronavirus, che in alcuni paesi ha raggiunto il 26%, non è riuscito ad annullare le grandi variazioni naturali delle emissioni prodotte dalla reazione di piante e suolo a contatto con temperatura, umidità e ad altri fattori.

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Sarebbe necessario ridurre dal 20% al 30% le emissioni per un lasso di tempo che va dai 6 ai 12 mesi per rallentare il tasso di aumento nelle misurazioni registrate a Mauna Loa. Lo scorso mese uno studio pubblicato su Nature Climate Change ha predetto un calo del 7% delle emissioni nel 2020: “Diminuirà il tasso di aumento di anidride carbonica di poco, ma ci sarà comunque un aumento” ha spiegato Pieter Tans del NOAA “Un cambiamento del 10% è difficile da misurare anche per noi”. Maggio è il mese in cui solitamente le emissioni raggiungono il picco annuale, sebbene ormai queste abbiano raggiunto un livello non sperimentato dall’atmosfera in milioni di anni: “Il picco dei valori annuali di CO2 si registra solitamente a maggio, poco prima che le piante iniziano a rimuovere gran parte del CO2 dall’atmosfera durante la stagione di crescita nell’emisfero nord. In autunno, inverno e all’inizio della primavera le piante e il suolo liberano CO2 e questo causa un aumento dei livelli nel mese di maggio”.

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Le concentrazioni di anidride carbonica al Mauna Loa sono documentate in un grafico noto come Keeling Curve in onore di Charles Keeling, che ha iniziato a raccogliere i dati nel 1958.

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