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Inquinamento, l’impressionante video del fiume Sacco che “evapora”

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Il fiume Sacco, uno dei più inquinati d’Italia, è stato protagonista di un fenomeno al dir poco inquietante: le acque hanno iniziato a riscaldarsi talmente tanto da evaporare.

Il fiume Sacco spesso viene citato come uno dei più inquinati d’Italia, vittima inconsapevole degli innumerevoli scarichi che confluiscono nelle sue acque. Abbiamo già visto il mare di schiuma che ogni tanto si forma a valle, ma il fenomeno che si è presentato nei giorni scorsi è addirittura più inquietante.

Le acque del Sacco infatti sono diventate talmente tanto calde da causare un fenomeno di evaporazione, come mostra il video postato sulla pagina Facebook Allerta inquinamento Fiume Sacco”, probabilmente causato dagli effetti nocivi delle tante sostanze presenti nel fiume.

La valle del fiume Sacco si estende al confine fra la provincia di Roma e quella di Frosinone. Alla fine del suo corso, confluisce nel fiume Liri e le sue acque sfociano poi nel mar Tirreno, assieme a tutto il carico di sostanze inquinanti che hanno raccolto lungo la strada.

Fiume Sacco, sequestrata l’azienda responsabile della “schiuma bianca”

Risulta contaminato per quasi tutta la lunghezza del suo corso, 87 chilometri per la precisione. I paesi più colpiti dalle sostanze tossiche sono Colleferro, Patrica, Supino, Morolo, Ceccano e Falvaterra.

Arpa Lazio, che ha effettuato le analisi, ha trovato elevate concentrazioni di tensioattivi, che sarebbero le sostanze che hanno dato origine alla schiuma. Meno visibili, ma forse più pericolosi, sono invece gli agenti chimici utilizzati per la preparazione di prodotti industriali come fertilizzanti, pesticidi, prodotti per l’industria tessile e metallurgica, oltre a detergenti per uso domestico e cosmetici.

Fiume Sacco, ritorna il fenomeno della schiuma bianca. VIDEO

Il limiti per lo scarico di queste sostanze in acque superficiali è di 2 milligrammi per litro, che diventano 4 se si gettano nelle fognature. Nel fiume Sacco la concentrazione passa dai 10 ai 16 milligrammi. Fino a otto volte più del limite consentito.

Secondo il sito Industria e ambiente, la sostanza più pericolosa che si trova nel fiume è il lindano, un insetticida. Vietato l’utilizzo diretto nel 2001, è fortemente limitato anche il suo uso come sottoprodotto della lavorazione industriale. Può causare infatti danni ai reni, al sistema nervoso e al fegato, oltre a essere potenzialmente cancerogeno.

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