Inquinamento

Coronavirus e inquinamento, la Cina torna a lavoro: emissioni in crescita dopo l’emergenza

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L’economia cinese è ripartita e le emissioni sono nuovamente in aumento dopo il calo dello scorso mese dovuto all’emergenza del coronavirus che ha portato alla chiusura delle fabbriche.

Secondo i dati satellitari l’attività economica in Cina è ripartita dopo il brusco stop dovuto alla diffusione del coronavirus nel paese. I livelli di diossido di nitrogeno sono aumentati nelle aree industriali del paese, secondo i dati del Monitoring Service raccolti da Windy.com.

 

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Questo tipo di gas finisce principalmente nell’aria a causa della combustione di fossili come petrolio, carbone e gas naturali. I livelli delle emissioni erano scesi a febbraio a seguita della chiusura disposta da parte delle autorità governative come parte delle misure per contenere la diffusione del virus. I dati confermano quindi le previsioni secondo le quali i lavoratori cinesi stanno tornando ai propri posti di lavoro.

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L’economia cinese ha lavorato al 70% delle proprie capacità la scorsa settimana, in aumento rispetto al 50% di inizio febbraio. I controlli del governo e la paura di uscire hanno ridotto le spese e costretto gli operai delle fabbriche a rimanere a casa. Questo ha ridotto la produzione e bloccato le catene logistiche.

 

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Nonostante solitamente l’inquinamento in Cina diminuisca in questo periodo dell’anno a causa della chiusura delle fabbriche durante il Capodanno cinese, il declino di quest’anno ha messo in guardia gli scienziati a causa della sua severità. La diffusione del coronavirus e i conseguenti danni all’economia stanno spingendo i politici di tutto il mondo a valutare stimoli economici straordinari per far l’economia.

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