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Inquinamento e caldo causano problemi in gravidanza specie nelle comunità afroamericane

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Uno studio negli Stati Uniti ha scoperto l’esistenza di un legame tra l’inquinamento e l’aumento delle temperature e i problemi alle gravidanze. A pagarne le conseguenze maggiori sono le comunità afroamericane, che spesso vivono in condizioni peggiori.

Le donne incinta esposte ad alte temperature o alti livelli di inquinamento hanno una maggiore possibilità di avere bambini nati prematuri, sottopeso o nati morti secondo uno studio, che ha analizzato la nascita di 32.8 milioni di bambini negli Stati Uniti. A soffrirne maggiormente gli effetti sarebbero le madri e i bambini delle comunità afroamericane.

 

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 “Sappiamo già che i risultati delle gravidanze sono peggiori per le donne appartenenti a queste comunità” ha spiegato Rupa BasuE vengono esasperati da queste esposizioni”. Le mamme nere contano” ha aggiunto Bruce Baker, ginecologo ormai in pensione e membro di Climate Action CampaignE ora che venga data la giusta attenzione ai gruppi più vulnerabili”. Gli autori hanno preso in considerazione 57 studi pubblicati dal 2007 per trovare una relazione tra il caldo o l’inquinamento e le nascite. Le scoperte dello studio devono servire come ragione per preoccuparsi sul prezzo che dovranno pagare i bambini con i cambiamenti climatici, che non sembrano arrestarsi. Le alte temperature sono state associate ad un numero maggiori di nascite premature. Quattro studi sostengono che a causa delle temperature il rischio sia aumentato dall’8.6% al 21%, mentre anche le nascite sottopeso sono più comuni a causa dell’aumento delle temperature.

Gli autori hanno preso in considerazione due studi per esaminare il legame tra le alte temperature e i bambini nati morti. Il primo sostiene che ad esempio ad un aumento delle temperature di 1°C prima della nascita corrisponda una probabilità del 6% più alta di un bambino nato morto nel periodo tra maggio e settembre. Lo studio ha anche preso il considerazione l’effetto di due tipi di inquinamento sulle gravidanze: lo smog e i particolati sottili PM2.5. Entrambi sono stati legati a nascite premature, sottopeso e bambini nati morti.

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Per finire, l’esposizione all’aria inquinata durante il trimestre finale della gravidanza aumenta del 42% la possibilità di avere un bambino nato morto. Anche nelle nascite premature o sottopeso, le conseguenze possono durare per tutta la vita, con effetti sullo sviluppo celebrare e sul sistema immunitario secondo Nathaniel DeNicola, un altro degli autori dello studio e professore di ginecologia: “Questo ha veramente un’influenza sulle prossime generazioni”. Catherine Garcia Flowers di Houston for Moms Clean Air Force sostiene che lo studio dimostri che il governo debba rafforzare le leggi contro l’inquinamento. “Questo è il momento di riconoscere le ingiustizie sanitarie e razziali. Il non fare nulla contro l’inquinamento, con le conseguenze evidenti che comporta sulla comunità afroamericana, è un’azione razzista”.

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Il problema non riguarda solamente le politiche ambientali o sanitarie; Secondo Adrienne Hollis di Union of Concerned Scientists gli afroamericani hanno meno possibilità di avere un’assicurazione sanitaria, meno accesso a cibo salutare, meno possibilità di accedere a spazi verdi per proteggersi dalle ondate di calore e per finire vivono vicino a fonti d’inquinamento: “Dobbiamo pensare a politiche in grado di offrire le stesse opportunità a queste comunità. Per risolvere il razzismo strutturale è necessario iniziare a guardare anche a questi problemi”.

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