Territorio

Inquinamento, ecco Anthropoceano, il primo murale antismog a Milano

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L’opera è stata realizzata dall’artista Iena Cruz, sul muro di un edificio di fronte alla stazione di Lambrate, usando una pittura che attraverso la luce riduce dell’ 88 per cento la percentuale di biossido di azoto nell’aria.

Si chiama «Anthropoceano», il murale mangia-smog a tema marino realizzato dall’artista Iena Cruz sul muro di un edificio di via Viotti, davanti alla stazione di Lambrate. L’opera, promossa dalla onlus Worldrise è stata realizzata con Airlite, una pittura che attraverso la luce riduce dell’ 88 per cento la percentuale di biossido di azoto nell’aria.

«Partendo da questo concetto ho ideato un’opera il cui obiettivo principale è far riflettere sulle cicatrici lasciate dall’uomo sui fondali e la superficie dell’Oceano, segni spesso indelebili di una catastrofe ambientale che ci coinvolge tutti», spiega Iena Cruz.

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Al centro della composizione una piattaforma petrolifera, la cui ciminiera ricalca il profilo di un contenitore di plastica che intrappola l’ecosistema marino. L’opera vuole ripercorrere così il percorso che la plastica compie: dalla sua origine, il petrolio, fino all’impatto ambientale che troppo spesso ne deriva. Allo stesso tempo, raffigurando alcune delle creature marine più affascinanti e minacciate, invita a riflettere su altre problematiche legate allo sfruttamento delle risorse naturali quali la sovrappesca e la caccia brutale di cui sono vittime squali e balene. «Abbiamo voluto portare tra le strade di Milano, attraverso la street art, la bellezza e la fragilità del Mare», incalza Mariasole Bianco, presidentessa di Worldrise.

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“È un modo innovativo di sensibilizzare il contesto urbano su temi che non possono essere più ignorati. È dalle nostre città e dalle nostre azioni quotidiane, infatti, che può e deve nascere il cambiamento per il futuro di cui il nostro pianeta ha bisogno e quest’opera vuole ricordarcelo”.

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La realizzazione di questo murale si inserisce nel progetto No Plastic More Fun ideato e portato avanti da Worldrise, con il sostegno della Ocean Family Foundation e la collaborazione di North Sails, che ha creato a Milano il primo network al mondo di locali notturni che hanno deciso di non servire plastica monouso. «Milano si è dimostrata estremamente sensibile al tema dell’inquinamento della plastica in mare. Quest’opera vuole anche essere un dono ai suoi cittadini», commenta Virginia Tardella, co-fondatrice di Worldrise e responsabile del progetto No Plastic More Fun.

 

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