Delhi. L’inquinamento colpisce anche lo sport e in questo caso una partita di cricket. La sfida tra le nazionali di India e Sri Lanka è stata ripetutamente interrotta domenica scorsa a Delhi per la grave situazione di avvelenamento atmosferico.

I giocatori, soprattutto quelli dello Sri Lanka, hanno accusato continui conati di vomito, la partita è stata interrotta più volte mentre i lanciatori di entrambe le squadre hanno abbandonato il campo per le difficoltà respiratorie. Con il peggioramento della foschia, molti giocatori dello Sri Lanka sono tornati in campo indossando le maschere facciali. “ Abbiamo visto i giocatori in campo vomitare” ha dichiarato l’allenatore dello Sri Lanka Nic Pothas ai giornalisti dopo la partita. ” C’erano bombole di ossigeno negli spogliatoi. Penso che sia la prima volta che tutti si imbattono in questa situazione”. Le interruzioni hanno generato i fischi della folla verso i battitori dello Sri Lanka, accusati di aver accentuato i malanni. Anche il presidente del cricket indiano è stato polemico verso i giocatori dello Sri Lanka: “ Se 20.000 persone sulle tribune non hanno avuto problemi e la squadra indiana non ha riscontrato alcun malanno, mi chiedo perché lo Sri Lanka abbia fatto così tanto clamore?”.

Nel mese scorso i livelli di inquinamento a Delhi sono saliti di 40 volte superiori ai limiti di sicurezza dell’OMS, i medici hanno dichiarato emergenza sanitaria pubblica e le scuole sono state chiuse. La compagnia United Airlines ha fermato i voli nella capitale, i funzionari di Delhi sono stati accusati di non essere preparati per quella che è diventata ormai una crisi che si verifica ogni inverno. L’aria estremamente povera della città sarebbe il risultato di una combinazione di polveri stradali, fuochi aperti, gas di scarico dei veicoli e emissioni industriali.

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