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Inquinamento, i dati di Mobilitaria 2024

inquinamento mobilitaria 2024

I livelli del particolato e delle polveri sottili in calo in tutte le principali città italiane, ma ancora troppe morti premature evitabili (con un impatto devastante a livello economico e sul sistema sanitario). 

Sono dati in chiaroscuro, quelli relativi all’inquinamento nelle 14 città metropolitane italiane e contenuti nel rapporto MobilitAria 2024, pubblicato dal Kyoto Club e dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IIA-CNR).

Le buone notizie riguardano che, nell’ultimo anno, l’inquinamento nelle città italiane, generalmente, non è cresciuto. In nessuna grande città si sono registrati aumenti del biossido di azoto (NO2), mentre ovunque sono scesi i picchi di PM2.5 e in città come Roma, Torino, Milano, Bologna, Genova, Bari, Cagliari e Napoli è sceso anche il livello delle concentrazioni del particolato PM10.

Bene le grandi città anche sul fronte della mobilità sostenibile. Chi fa meglio di tutti sono Milano e Firenze, mentre il report elogia la scelta di Bologna di introdurre in centro il limite di 30 km/h. Chi fa peggio, invece, sono soprattutto Messina e Reggio Calabria, ancora lontane dagli obiettivi auspicati.

Se i dati dell’inquinamento migliorano, sono ancora troppo alti quelli legati alle morti premature evitabili. I valori maggiori si riscontrano a Roma e Milano, quelli più bassi a Cagliari, almeno per quanto riguarda il PM10. Si è però ancora molto lontani dagli obiettivi delle linee guida dell’Oms per contrastare le morti premature, specialmente sul fronte del NO2: male Messina, Reggio Calabria e Cagliari, bene Palermo e Bari. Come ricordano il Kyoto Club e il CNR, ma anche la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), l’impatto sanitario ha un’inevitabile ricaduta economica, che varia dai 17 milioni di euro di Cagliari ai 7 miliardi di Milano.