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Pesca illegale, il coronavirus non deve fermare la lotta contro questa pratica

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Il governo indonesiano in passato ha vietato l’accesso alle barche straniere per combattere la pesca illegale ma, ora che tutti gli sforzi sono rivolti alla lotta contro il coronavirus, è necessario che l’attenzione resti alta.

I pescatori stanno approfittando del calo di attenzione da parte del governo indonesiano durante la pandemia del coronavirus per operare illegalmente nelle acque del paese. Il governo dal novembre del 2014 ha introdotto un divieto per le barche peschiere estere di operare nelle acque del paese e le leggi vietano le pratiche di pesca distruttive come quelle che utilizzano gli esplosivi o il cianuro. Ma le restrizioni dovute al coronavirus hanno spinto alcuni pescatori a tentare la fortuna.

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In condizioni del genere, le pratiche di pesca distruttive rischiano di aumentare e questa è una preoccupazione per le autorità e i governi regionali” ha spiegato Hearu Rahayu, direttore delle risorse marine e peschiere del Ministero della pesca. Le autorità hanno sequestrato 19 barche straniere dal 1° marzo, il giorno precedente al primo caso di COVID-19 nel paese. Nello stesso periodo il governo ha riportato un crescente numero di pratiche di pesca distruttive tra i pescatori locali dell’arcipelago. Haeru ha spiegato che il governo non ha ridotto i controlli nonostante il budget sia stato ridotto del 25%: “Durante la pandemia del COVID-19 il ministero della pesca sta continuando con le sue operazioni per far valere la propria sovranità sulla gestione della pesca. Le nostre flotte sono pronte ad agire in quei luoghi dove la pesca illegale è più diffusa”.  L’ex ministro della pesca Susi Pudjiastuti, che ha introdotto il divieto nel 2014, ha ottenuto popolarità per la sua decisione di sequestrare questi vascelli e poi affondarli come deterrente per prevenire il riutilizzo delle navi per la pesca illegale. La decisione, sebbene controversa, è stata accolta a livello internazionale perché ha aiutato a ripopolare i branchi di pesci nelle acque indonesiane.

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Ma il divieto è comunque difficile da applicare in un paese con oltre 17,000 isole e la terza costa più lunga del mondo. L’attuale ministro della pesca Edhy Prabowo è stato anche criticato dagli esperti per aver considerato di porre fine al sequestro delle barche illegali. Gli osservatori della marina hanno chiesto al governo di aumentare i controlli nelle acque paese durante la crisi: “Solitamente, il crimine organizzato approfitta dei momenti in cui lo Stato è debole o assente per agire” ha spiegato Mas Achmad Santosa, ex coordinatore della task force per combattere la pesca illegale e direttore esecutivo dell’ Indonesia Ocean Justice InitiativeE’ probabile che il budget per il monitoraggio delle coste venga ridotto perché la priorità adesso è quella di combattere il COVID-19. Ma apprezzo che siano state sequestrate 19 barche durante la pandemia. Questo dimostra che i controlli non si siano fermati”. Il budget del 2020 è stato ridotto di 119 milioni per trovare i fondi da destinare alla lotta al coronavirus. Tra i programmi interessati vi è un pacchetto di incentivi per sostenere le vendite di pesce e fornire aiuti finanziari ai pescatori ora che la crisi ha portato ad un calo della domanda.

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Gli attivisti sostengono che il governo debba garantire la sicurezza sociale per circa 8 milioni di persone che dipendono dalla pesca per vivere. Tra le richieste, la riassegnazione dei fondi dal budget destinato inizialmente alle elezioni locali di quest’anno. “Il governo deve destinare dei fondi a tutti coloro le cui entrate sono diminuite a causa della pandemia” secondo Susan Herawati di People’s Coalition for Fisheries Justice.

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