La polizia locale ha arrestato un uomo che gestiva illegalmente la compravendita di cani per produrre carne. Alcuni – rubati alle loro famiglie – avevano ancora il collare al collo

In Indonesia la polizia locale ha intercettato un commerciante di carne di cane, salvando 53 esemplari in attesa di essere macellati.

Il tutto è accaduto sull’isola di Java. Il proprietario del macello illegale di cani è stato arrestato. Si sospetta che abbia coordinato le spedizioni verso il macello di centinaia di cani ogni mese, e ucciso in media 30 cani al giorno.

Gli attivisti di Dog Meat Free Indonesia (DMFI), che si batte per vietare in tutto il Paese il commercio di carne di cane e di gatto, ha partecipato alle operazioni per aiutare a salvare i cani trovati vivi. Tra gli attivisti, c’erano anche alcuni operatori di Humane Society International.

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Lola Webber della Humane Society International, che ha partecipato alle operazioni per salvare i cani, ha raccontato: “Avvicinandomi al camion che conteneva i cani potevo sentire i loro lamenti. Poi li ho visti tutti legati nei sacchi, i loro morbidi musi chiusi a forza. Erano traumatizzati e spaventati. Molti di loro portavano ancora il collare a testimonianza del fatto che sono stati portati via dalle loro famiglie, probabilmente rubati o presi dalla strada”. 

“Hanno sopportato il viaggio più orribile e terrificante – continua l’attivista – gettati nel retro di un camion per essere portati in questo mattatoio dove sarebbero stati colpiti alla testa prima che venisse tagliata loro la gola. Pensare alla paura che devono aver sopportato è semplicemente devastante. Siamo arrivati sul posto appena in tempo perché l’uccisione avviene di solito nelle prime ore del mattino. Siamo immensamente grati alle autorità per aver agito.  Per quelli di noi che si sono battuti a lungo per porre fine a questo commercio crudele, è stato un enorme privilegio poter salvare questi animali”.

Nonostante l’impegno preso del governo nazionale indonesiano, esistono ancora diversi macelli clandestini per la produzione di carne di cane. Ma diversi governi locali hanno attuato un giro di vite e alcune regioni e città hanno approvato divieti espliciti nelle loro giurisdizioni.

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