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India, il villaggio di Khonoma sopravvive all’assenza di turisti grazie alla sostenibilità

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Il villaggio di Khonoma in India, famoso per la sua ricca biodiversità, dipende fortemente dal settore turistico ma grazie ad uno stile di vita sostenibile gli abitanti riescono ad andare avanti nonostante l’assenza di visitatori.

Per la prima volta dall’apertura del Khonoma Nature Conservation and Tragopan Sanctuary (KNCTS) nel 1998, il turismo nel villaggio di Khonoma si è fermato. Lo scorso anno oltre 4,000 turisti hanno raggiunto il villaggio situato nello stato indiano del Nagaland, al confine tra India e Myanmar: più di un quinto dei turisti proveniva da oltre oceano, attirati dalla ricca biodiversità e dagli sforzi di conservazione della natura.

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La riserva, che copre un’area di 20 km2  è la prima ad essere stata protetta in India. Qui vivono alcune delle specie maggiormente a rischio come il leopardo nebuloso, l’orso nero asiatico e l’hoolock. Sono molte anche le specie di uccelli: BirdLife International ha riconosciuto il santuario come una delle 555 Important Bird Areas dell’India. Khonoma, come il resto del mondo, sta affrontando la crisi economica causata dal coronavirus e dal seguente lockdown, iniziato in India il 25 marzo. Kezhaseria Meyase, presidente di KNCTS ha spiegato: “Si, le persone del villaggio che lavorano nel settore turistico hanno perso le proprie entrate a causa della pandemia. Ma sono in grado di sostenersi grazie all’agricoltura e l’allevamento di bestiame. Appena le restrizioni verranno rimosse, le persone dai villaggi vicini e dagli stati confinanti torneranno”. Parlando delle preoccupazioni per quanto riguarda la caccia all’interno del santuario, Meyase ha aggiunto: “Fin quando le persone non potranno spostarsi il santuario rimarrà al sicuro. Quando verrà rimosso il lockdown, la Khonoma Youth Organisation, responsabile per il monitoraggio della riserva, continuerà con le proprie operazioni di sorveglianza”.

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Per chi viene colto a cacciare nella riserva è prevista una sanzione di 20,000 rupie. Inoltre il villaggio è famoso per i suoi guerrieri coraggiosi, che fungono da deterrente contro i bracconieri che decidono di avvicinarsi alla riserva. Negli anni Novanta, a seguito del massacro dei tragopani di Blyth avvenuto nel periodo natalizio, alcuni anziani del villaggio hanno dato il via ad una campagna per proteggere l’area. I loro sforzi hanno dato i primi risultati nel 1998, quando è stato creato il KNCTS. La caccia e il disboscamento sono diventati illegali nella riserva e nelle aree circostanti; per assicurarsi che la pratica della caccia non si diffonda, gli uomini del villaggio vengono reclutati come guardiani per tre anni, pagati dal Gerald Durrell Memorial Fund. Alle donne invece è stato vietato di raccogliere frutta e verdura da vendere. Vitsokhono Pier, che gestisce un vivaio a Khonoma, ha spiegato: “Le donne hanno rivolto le proprie attenzioni verso altre attività come la gestione degli appartamenti o dei vivai. Le stelle di natale sono molto richieste durante il periodo natalizio”.  Secondo Tsilie Sakhrie, uno degli anziani, circa 100 delle 600 famiglie del villaggio vivono grazie al turismo. Ma nonostante il lockdown e le seguenti perdite economiche, il villaggio continua ad avere un alto livello di sicurezza alimentare.

Khonoma è famosa per la sua agricoltura sostenibile, che viene portata avanti da diversi secoli. Le coltivazioni a terrazzamento sono posizionate alla base delle colline circostanti mentre i campi vengono irrigati dalle piogge ricche di nutrienti che scendono dalle pendenze. Più di 20 varietà di riso vengono coltivate nel villaggio. “Oltre al riso coltiviamo anche diverse varietà di grano come miglio, mais e le lacrime di Giobbe. Il bestiame può durarci anche per un anno” ha raccontato Kevikelie Pier, insegnante di 52 anni. A seguito della creazione di KNCTS, molti villaggi nello stato hanno iniziato ad emulare gli sforzi di conservazione di Khonoma. Secondo Khriekhoto Mor, un altro degli anziani del villaggio: “Ad oggi ci sono oltre 700 comunità protette nel Nagaland, sebbene siano in poche a raggiungere i livelli di conservazione di Khonoma”. A novembre 2014 è stato formato il Nagaland Community Conserved Areas Forum, (NCCAF), di cui Mor è il presidente, per favorire la collaborazione e lo scambio d’idee all’interno delle aree protette dello stato.

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Tuttavia il successo di questi sforzi di conservazione ha portato ad un problema per i residenti: con l’aumento della popolazione gli animali sono iniziati ad uscire dalle foreste e devastare i raccolti.  Per gestire la situazione KYO è stata costretta a permettere una licenza di caccia di 3 giorni per consentire agli abitanti di contenere i danni causati dagli animali. 30 permessi sono stati rilasciati nel 2019, per permettere agli abitanti del villaggio di continuare con le misure di conservazione. Vitsokhono Pier, che conosce le foreste del villaggio fin dalla sua infanzia ha spiegato: “Quando sono venuta a KNCTS l’ultima volta sono stata felice nell’udire il suono dei tragopani di Blyth. Ho visto anche le impronte di molti animali nel fango”. Nonostante la pandemia, i capi villaggio sono sicuri che le prossime generazioni continueranno a portare avanti il lavoro iniziato: “Penso che i giovani possano perfino fare un lavoro migliore nel proteggere la riserva”.

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