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Coronavirus, tre storie di chi con un piccolo gesto sta aiutando il prossimo

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Mentre l’India affronta la crisi del coronavirus, ecco tre storie di chi, anche con un piccolo gesto, sta facendo il possibile per aiutare il prossimo.

L’India ha introdotto le misure di quarantena dal 25 marzo; da quel momento la popolazione è stata costretta a ridurre gli spostamenti e le interazioni sociali, molte famiglie si sono separate e gli anziani sono stati isolati dal resto della popolazione perché più vulnerabili. Tuttavia ci sono tre storie che hanno fatto breccia nel cuore degli indiani.

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Da quando è stata introdotta la quarantena molte persone sono rimaste confinate in casa, tra cui gli anziani, che rischiano di sentirsi soli e abbandonati dalle proprie famiglie e dagli amici. Tra questi c’è Karan Puri, un anziano della città di Panchkula, che è rimasto sorpreso quando la polizia ha bussato alla propria porta. In un video diventato virale suo social si vede il signor Puri dire: “Sono Karan Puri, vivo da solo e sono anziano” mentre si avvicina al cancello della propria abitazione; ma quello che ha davvero colpito Puri è che la polizia abbia iniziato a cantare “Tanti auguri”. Puri si è commosso quando la polizia gli ha spiegato di essere parte della sua famiglia, regalandogli una torta: “Grazie, avete reso meravigliosa la mia giornata“.

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I medici in India, come in ogni parte del mondo, sono in prima linea durante la pandemia e lavorano senza sosta. “L’ansia e lo stress a lavoro sono immensi” ha spiegato Kaushik Barua, impegnato in terapia intensiva in un ospedale privato di Delhi “Ma in questo duro viaggio ho avuto l’aiuto di un’anima veramente gentile“. Barua vive in affitto e il suo proprietario di casa ha deciso di preparargli un pasto caldo ogni sera che il medico torna esausto dal proprio lavoro. I due sono diventati ottimi amici. “Sono contento di essere riuscito a scattare questa foto” ha spiegato Barua nel selfie in cui ha ripreso se stesso e il signor Suri, rispettando comunque le distanze. Barua si sente fortunato perché ad un suo collega, in affitto in un’altra abitazione, è stato chiesto di liberare la casa per paura che potesse trasmettere il virus agli altri inquilini: “Il signor Suri è un fantastico essere umano, uno di quelli di cui il mondo ha bisogno in questi tempi”.

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Vatsal Sharma ha dovuto celebrare il suo quindicesimo compleanno chiuso in casa per via della quarantena e ha dovuto farlo senza suo padre, rimasto bloccato negli Stati Uniti dopo che il paese ha sospeso i voli. Ma il padre, grazie all’aiuto delle forze di polizia locali, è riuscito a far avere al figlio la sua torta di compleanno. Cosi Vatsal si è trovato a tagliare una torta sul cofano di un’auto della polizia con gli agenti che battevano le mani e la radio che trasmetteva “tanti auguri”. In un video postato dalla polizia si sente Vatsal dire: “Quest’anno la polizia ha reso speciale il mio compleanno”.

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