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India, la startup edilizia che sfrutta l’inquinamento per combatterlo

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Una nuova startup indiana sta cercando di risolvere il problema dell’inquinamento sfruttando gli inquinanti atmosferici per dare vita ad un’edilizia green.

La Carbon Craft Design (CCD), una startup nata nel 2019 grazie a un’idea dell’architetto Tejal Sidanl, sta affrontando il problema dell’inquinamento in India estraendo il carbonio nero proveniente dall’aria inquinata e convertendolo in piastrelle al carbonio eleganti e resistenti.

Il carbonio nero è una sostanza associabile al particolato (PM 2,5) che assorbe energia solare un milione di volte in più rispetto all’anidride carbonica, contribuendo in modo sostanziale alla crisi climatica.

I danni alla salute sono innumerevoli, come malattie polmonari e cardiache, che compromettono le funzioni cognitive e le difese immunitarie. Questo tipo di inquinamento, infatti, riduce l’aspettativa di vita dell’uomo di almeno 3 anni e incrementa il rischio di insorgenza di infarti e asma.

È risaputo che i livelli di inquinamento dell’aria in India sono molto alti, in particolare per quanto riguarda la diffusione del particolato (PM2,5) che le ha concesso l’entrata nella triste classifica dei paesi con le città più inquinate al mondo.

In una classifica che risale al 2019, 21 delle 30 città nella lista appartenevano alla zona meridionale dell’Asia. Buona parte della colpa è attribuibile all’edilizia, dato che i mattoni usati per le costruzioni vengono cotti a temperature intorno ai 2000 gradi fahrenheit e ciò richiede un’enorme quantità di energia e produce elementi che contaminano l’aria.

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L’India è il secondo produttore di mattoni al mondo e le fornaci per la cottura rappresentano il 20% delle emissioni di carbonio nero al livello globale, aggiungendo anche la produzione di piastrelle vetrificate (a bassa porosità) che per essere fabbricate devono essere bruciate.

Sidnal in un’intervista alla CNN ha dichiarato che “come architetti siamo responsabili di gran parte dell’inquinamento dell’aria, e possiamo migliorare”. La CCD ha collaborato con i Graviky Labs di Boston, che catturano e convertono la fuliggine proveniente dalle automobili e dalle fabbriche per produrre prodotti sostenibili utilizzando un processo simile a quello della startup indiana.

Le nuove piastrelle risultano essere più resistenti di quelle convenzionali in cemento proprio grazie all’elevato contenuto di carbonio. A valorizzare il lavoro dell’architetto Tejal Sidnal c’è anche l’apprezzamento dei suoi clienti che vedono nel suo progetto un’ottima soluzione e un modo efficace per arrestare l’incalzante crisi climatica.

L’ultima idea della CCD è quella di costruire un edificio con componenti e materiali interamente ricavati dal trattamento degli inquinanti.

Di Francesco De Simoni

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