AttualitàRiciclo e Riuso

India, Governo impone uso di plastica riciclata per realizzare le strade

Condividi

Uso obbligatorio della plastica di scarto nel rinnovo delle strade indiane. Il Governo indiano ha emanato nuove linee guida per l’uso obbligatorio della plastica di scarto nel rinnovo periodico delle pavimentazioni stradali sulle autostrade nazionali entro 50 km dalle periferie di tutte le città con popolazione di oltre 500mila abitanti.

La nuova pratica, parte da un’iniziativa del Ministro dell’Unione per il trasporto stradale e le autostrade, Nitin Gadkari, avviata nel 2016 e che prevede l’uso del 6-8% di materiale plastico opportunamente lavorato e proveniente dal recupero dei rifiuti, mescolato alla restante parte di bitume tradizionale.

Dal 2016 infatti, la plastica di recupero è stata utilizzata nella costruzione di strade in 11 Stati indiani, per un totale di 703 km.

Plastica, strage di baby tartarughe in Australia

In India, tra il 2018 e il 2019 – secondo il rapporto del Central Pollution Control Board (CPCB) – sono state generate 3,3 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, circa 9.200 tonnellate al giorno.

Il rapporto evidenzia poi che la produzione totale di rifiuti solidi urbani è di 55-65 milioni di tonnellate e quelli di plastica ne rappresentano circa il 5-6%.

Funghi, batteri ed enzimi mangiaplastica: una soluzione possibile anche a livello industriale?

L’iniziativa di Gadkari è solo l’altra faccia della medaglia della regolamentazione indiana sull’uso della plastica.

Il Ministero dell’Ambiente, delle Foreste e dei Cambiamenti Climatici dell’Unione ha presentato un progetto di regolamento sulla gestione dei rifiuti di plastica che propone il divieto di produzione, importazione, stoccaggio, distribuzione, vendita e utilizzo di specifici prodotti monouso di plastica dal 1 gennaio 2022.

(Visited 29 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago