L’inquinamento è diminuito in India grazie alla quarantena imposta dal governo; gli esperti però temono che questo possa tornare ai livelli precedenti una volta finita la crisi.

Da quando il Primo ministro Narendra Modi ha imposto la quarantena, lasciando attivi solamente i servizi essenziali, le emissioni di gas ad effetto serra sono diminuite e per la prima volta da molto tempo alle persone in India è stato concesso di respirare aria pulita. Per gli esperti di uno dei paesi più inquinati del mondo si tratta però solamente di una fase temporanea e dalla quale l’ambiente non trarrà benefici nel lungo periodo.


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Stiamo vedendo una riduzione delle emissioni che contribuiscono ai cambiamenti climatici. Questa sta avvenendo grazie al calo drastico delle combustioni di carburante dovuto allo stop delle industrie e del traffico. Quindi le persone possono vedere un cielo azzurro e respirare aria pulita. Tuttavia questo è temporaneo e non avrà benefici nel lungo periodo” ha affermato Avinash Chanchal di Greenpeace India.

 

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La stessa opinione è condivisa da Suyash Gupta di Indian Auto LPG Coalition che sostiene che sebbene molte città stiano respirando aria pulita dopo un lungo periodo questo stop delle emissioni non porterà ad una stabilizzazione: “La quarantena ha migliorato la qualità dell’aria in molte città indiane e le persone possono finalmente respirare aria pulita dopo molto tempo. Ma le ricerche dimostrano che non dobbiamo aspettarci una stabilizzazione delle concentrazioni di CO2 nell’atmosfera. Questa fase ha però aumentato la consapevolezza delle persone del bisogno di adottare uno stile di vita più sostenibile, tra cui l’utilizzo di energia pulita”. Per V Vinoj dopo pochi giorno dalle fine della quarantena le emissioni torneranno al livello precedente: “Alcuni studi preliminari dimostrano come il calo delle emissioni sia dovuto allo stop dei trasporti. Tuttavia il calo in India non sarà omogeneo per via della differente natura delle regioni indiane. Anche se in molte città sta diminuendo l’inquinamento sarebbe interessante vedere questo calo anche nelle città costiere e dell’India orientale”.

Aarti Khosla direttore di Climate Trends pensa che questa crisi possa essere un’opportunità per ridurre la dipendenza dall’estero: “Con l’economia ferma il calo delle emissioni è naturale. Ma come spiegato dal Primo Ministro questa crisi deve essere un opportunità per ridurre la dipendenza dagli altri paesi. Il primo modo per farlo è avviare una transizione verso la mobilità elettrica che può essere tradotta con minor inquinamento e minor dipendenza dalle importazioni di petrolio.

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Avinash Chanchal però pensa che la pandemia del COVID-19 possa essere una lezione per il genere umano: “Abbiamo sempre creduto  in una transizione pianificata verso una società sostenibile, perché una crisi non può essere risolta alle spese di un’altra. Non bisogna dimenticarci che viviamo una crisi climatica. A causa dell’aumento delle emissioni abbiamo visto ondate di calore, siccità ed eventi metereologici estremi mentre l’inquinamento continua a causare la morte di milioni di persone ogni anno. Allo stesso modo del COVID-19 i cambiamenti climatici colpiscono le persone più vulnerabili della nostra società e per risolvere la crisi climatici abbiamo bisogno di concentrarci sui dei cambiamenti comportamentali. Possiamo usare il coronavirus come una lezione per il genere umano e una volta risolta questa crisi i governi dovranno coordinare gli sforzi per risolvere un’altra crisi, quella climatica”.

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