La Ong è riuscita a entrare in incognito in diversi macelli, portando alla luce le atrocità commesse nei confronti degli animali.

Un’investigazione sotto copertura effettuata dalla Ong Animal Equality ha portato alla luce una serie di efferatezze e violenze compiute a danno di diversi animali negli allevamenti intensivi indiani.

Una notizia ancora più drammatica se si pensa che la cultura indiana è assai attenta alla non violenza nei confronti degli animali e che la presenza sempre maggiore di allevamenti intensivi nel Paese sta di fatto modificando lo stile di vita e la cultura stessa della popolazione.

Le violenze raccontate dal team sotto copertura di Animal Equality riguardano bovini (considerati un animale sacro in India), galline e pesci allevati all’interno di stabilimenti industriali e macellati in pessime condizioni igienico-sanitarie. Un sistema che oltre a portare ad una inaudita sofferenza per gli animali, rappresenta una minaccia alla salute pubblica e all’ambiente.

Gli animali, secondo quanto raccontato dalla Ong, vengono macellati in quelli che vengono definiti wet market, i cosiddetti mercati umidi condannati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in quanto serbatoi di virus e malattie zoonotiche pericolose per l’intero ecosistema.

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A partecipare all’investigazione anche Ari Nessel, imprenditore, filantropo e conduttore di podcast, che ha dichiarato: “Il Mahatma Gandhi ha affermato che la grandezza di una nazione e il suo progresso morale possono essere dimostrati dal modo in cui un Paese tratta i suoi animali. Guardando il modo in cui il mio Paese, gli Stati Uniti, e l’India trattano i propri animali, grandezza non è la parola che userei per descriverli”. 

Nel reportage di Animal Equity si vedono scene di una violenza inaudita: polli in agonia che non riescono a respirare a causa dell’ammoniaca concentrata all’interno dei capannoni in cui sono rinchiusi; vitelli uccisi, scuoiati e imbottiti di fieno e posti accanto alle loro madri vive solo per stimolarle a produrre ancora latte; bambini piccolissimi che scuoiano i pesci ancora vivi mentre questi si contorcono per il dolore.

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“L’intera indagine – ha confessato Amey Deshmukh, managing director di Animal Equality India – è stata estenuante mentalmente e fisicamente per tutti. Abbiamo fatto del nostro meglio per coprire il maggior numero di posti possibile e per registrare la difficile situazione degli animali allevati in India”. 

“Spero che grazie a questa investigazione in India, ma anche in tutti gli altri Paesi, si possa gettare ancora una volta luce sulla terribile realtà degli allevamenti intensivi e dei macelli e che le istituzioni e i cittadini si uniscano per porre fine a queste atrocità”, ha affermato Alice Trombetta, direttrice esecutiva di Animal Equality Italia.

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