INCHIESTA. VITA IN CITTÀ. MILANO LA PEGGIORE. SORPRENDE IL SUD

Di Sara Falconieri. Inchiesta. Male il Nord. Bene a sorpresa il Sud. L’indagine del Sole 24 sulla qualità della vita ci regala una Italia che mai avremmo sospettato. Le stime fornite dal dipartimento per la Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno per il 2016 parlano di circa 7mila reati commessi al giorno in Italia: 284 denunce ogni ora. Dati elevati eppure in calo del 7,4% rispetto allo scorso anno.

Capofila delle città a più alto tasso di reati è Milano, la cosiddetta capitale morale che invece presenta una media di 650 reati al giorno (7.375 all’anno). A seguire, inaspettatamente, Rimini (7.203 reati in un anno). Al terzo posto si posiziona Bologna.

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Nessuna città del meridione, associato quasi quotidianamente alla criminalità organizzata. Il Sud Italia fa invece il suo ingresso a sorpresa proprio tra le città più vivibili e sicure d’Italia dove troviamo al quarto posto Enna, nel centro della Sicilia. Al primo posto per sicurezza si classifica Oristano, seguita da Pordenone, Rieti e Sondrio, tutti sotto le 2.300 denunce all’anno ogni 100mila residenti. Insomma, per una vita più tranquilla i posti non mancano, dai piccoli centri della Valtellina alla quiete dei comuni del profondo Sud.

Sempre al primo posto Milano per volume di denunce annue (27 denunce ogni ora), che scavalca Roma, in prima posizione nel 2015. Torino e Napoli al terzo e quarto posto, con una media di 15 denunce all’ora. Dalle quattro province viene il 30% del totale delle denunce presentate in Italia nel 2016, per una popolazione complessiva che è pari al 21% circa di quella nazionale.

Interessanti sono i confronti con il 2015. Notevole aumento della criminalità ha interessato Prato, con un +5,5% sulle denunce annue. Calo più significativo invece per Ravenna, dove i reati sono diminuiti del 18%.

Una spiegazione è data dal fattore dimensione. In capo alla classifica delle città più invivibili ci sono prevalentemente le province più grandi per lo più del Centro-Nord o i grandi poli turistici. È più probabile infatti che paesi più piccoli possano sfruttare controlli più efficienti e una maggiore fiducia nelle istituzioni da parte della popolazione locale.

I dati sui reati in Italia sono in calo ogni anno, mentre cresce quotidianamente la paura dei cittadini. Un timore alimentato da un sistema di informazione sbagliato e sfruttato per titoloni televisivi o da chi si vuole garantire qualche voto elettorale.

È un “mercato della paura”, in cui l’interesse privato si gioca la carta della criminalità.

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