LAV risponde a Fileni: “Continua a prendere in giro i consumatori”

Dopo l’inchiesta della trasmissione “Report”, le giustificazioni dell’azienda Fileni non hanno convinto la Lega Antivivisezione (LAV): “Risposte strumentali e non chiare”.   

Pulcini ammassati come fossero peluche, polli con zampe spezzate e uccelli privi di vita in decomposizione. Sono alcune delle immagini dell’ultima inchiesta di Giulia Innocenzi per “Report” in un allevamento dell’azienda Fileni con sede nelle Marche (QUI IL NOSTRO ARTICOLO). Le telecamere della trasmissione di RAI 3 hanno mostrato un vero e proprio inferno dopo essere entrate nella terza industria italiana specializzata nella produzione di carne di pollo. Anche se l’azienda Fileni ha il marchio “bio“, i video girati dalla Lega Antivivisezione (LAV) sembrano smentirlo. Già, perché gli animali, anziché trascorrere intere giornate all’aria aperta, sono stati filmati soltanto all’interno dello stabilimento.

Eppure, l’industria alimentare marchigiana ha respinto già le accuse. Ma, allora, qual è la verità?

Riteniamo che alcune di quelle risposte siano strumentali e non siano chiare. Nelle immagini che abbiamo visto a “Report”, non c’è un unico capannone in cui non si vedono all’aperto gli animali dichiarati biologici. Dichiarare che la vita degli animali trascorre per un terzo all’aperto significa sostenere qualcosa di assolutamente errato. Per la Legge, lo scopo per il quale gli animali devono vivere un terzo della loro vita giornaliera all’aperto è semplicemente perché sono degli esseri viventi e hanno bisogno della luce, del Sole, di crescere come Madre Natura li ha fatti. Nella risposta di Fileni c’è una presa in giro al consumatore. Dicendo che loro li fanno uscire un terzo della loro vita quando vogliono significa aggirare un ostacolo e non considerare la ragione per cui in quella Norma è scritto che un terzo della vita di questi animali deve essere trascorso all’aperto“, ha dichiarato a Teleambiente Roberto Bennati, Direttore Generale della Lega Antivivisezione (LAV).

Ma perché ancora oggi si verificano questi episodi? È possibile convertire gli allevamenti intensivi in strutture più resilienti? Il profitto è davvero più importante del benessere animale? Tutte le risposte nello “Speciale Teleambiente” dedicato all’inchiesta di “Report” sull’azienda Fileni con l’intervento dello stesso Roberto Bennati, Direttore Generale della Lega Antivivisezione (LAV).

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