Incendi in Siberia, Nicolai Lilin: “Non è ancora finita”

Emergenza Siberia. L‘autore e scrittore italorusso, Nicolai Lilin, ha raccontato in esclusiva a TeleAmbiente, come è iniziato tutto e, soprattutto, com’è la situazione adesso in Siberia. Tutti sembrano aver dimenticato quello che è successo qualche settimana fa, i media non ne parlano. 

Nicolai Lilin, scrittore e autore di libri come Educazione Siberiana, ci ha raccontato quello che sta succedendo in Siberia ancora oggi.  Tutti sembrano aver dimenticato quello che è successo qualche settimana fa, quando tutto il mondo si chiedeva come sia potuta bruciare un’area grande 5 volte il Belgio.

Iniziamo dal principio. Come è nata la catastrofe siberiana e come è possibile che siano bruciati 15 milioni di ettari di foresta?

Parliamo di quello che è successo in Siberia, o meglio, di quello che continua a succedere, perché siamo comunque di fronte ad una catastrofe che non è ancora finita. La  foresta continua a bruciare, anche se per fortuna adesso il fuoco è stato domato in tante zone, ma è ancora presto per dire che l’emergenza è terminata.

Incendi, Greenpeace Russia: “La Siberia brucia e il mondo tace”. Ecco cosa sta succedendo

Quindi perché è iniziato tutto?

Per via dello sfruttamento della foresta e delle risorse ambientali che ci sono in Russia. Questo ha portato alla distruzione di una serie di meccanismi naturali che formavano una specie di equilibrio tra l’uomo e la natura che per molto tempo ne ha assicurato la prosperità.  Adesso l’uomo sfrutta il bosco, soprattutto per la legna, per vendere legname ai grandi paesi, come la Cina e l’India, che hanno di fatto da tempo grandi contrasti con la Federazione Russa

Il problema principale è appunto il disboscamento selvaggio irregolare e spesso anche illegale delle zone boschive. A questo si aggiunge anche il cambiamento climatico che non aiuta, come i venti irregolari e il clima molto secco. C’è stata poca acqua, poche piogge in questo mese;  si è arrivati così alla tragedia, alla catastrofe ambientale delle dimensioni che abbiamo visto quest’estate.

Ci sono stati ritardi del governo Russo nell’intervenire. E’ stato sottovalutato l’incendio o ci sono stati altri problemi?


No, il problema è che il governo Russo gestisce un enorme paese, quindi il potere centrale delega il potere alle rappresentanze locali, ovvero ai governatori che gestiscono le regioni lontane. Il governatore, di fatto, rappresenta il potere politico, e il governo centrale Russo, in qualche maniera, mette in quella posizione le persone che seguono l’interesse della linea politica del Cremlino.

Incendi, svelate le cause del disastro in Siberia. Ma intanto la foresta brucia ancora VIDEO

Peccato che si tratta di persone estremamente corrotte. Per esempio, nella più grande regione della Siberia, quella di Krasnoyarsk, che tra l’altro è la stessa regione da cui proviene la mia famiglia, abbiamo un personaggio come Alexander Uss. Quest’uomo è diventato famoso in Russia per la sua frase “spegnere il fuoco nelle foreste è inutile così come inutile lottare contro la neve d’inverno” aggiungendo inoltre che spegnere il fuoco nelle foreste è “economicamente sconveniente”. Questa seconda frase è ancora più criminale e pericolosa.

Il problema è la corruzione che sta dietro queste persone, i grandi  meccanismi, le grandi imprese che vendono il legname siberiano a grandi paesi come Cina e India, disboscando le zone che sono protette dalla legge.

Cosa fanno queste persone: loro arrivano d’inverno, tagliano gli alberi, li puliscono sul posto con grandi macchinari mobili capaci di separare il tronco dai rami direttamente in loco; poi verso primavera, ai primi di maggio, danno fuoco a tutto, lasciando che la zona bruci. Tutto questo per coprire le tracce, in modo da poter dire in seguito che la foresta non è stata disboscata ma bruciata.

Ovviamente tutto questo è possibile perché il governo centrale di Mosca ha deciso di guardare dall’altra parte, di ignorare questa gente.

Però cosa è successo quest’estate? Abbiamo visto che la situazione è diventata talmente grave che la dimensione dell’incendio è diventata sproporzionata e fuori dal controllo del governo, suscitando lo sdegno delle masse.

Io vorrei ricordare che la capitale della regione di Krasnoyarsk è rimasta quasi un mese avvolta dal fumo, dalla fuliggine, la gente girava con le mascherine. Queste cose non le puoi nascondere.

Adesso c’è Instagram, Facebook, per quanto queste piattaforme intervengano spesso contro la libertà di parola, danno comunque la possibilità alle persone di esprimersi, e grazie ai social network, alle foto postate dagli abitanti delle città, lo scandalo è venuto alla luce.

Incendi, anche l’Australia brucia. La lotta contro il tempo per salvare i koala

A questo punto il governo centrale non ha potuto più giustificarsi dicendo di aver delegato la soluzione dei problemi alle regioni locali perché sono stati proprio i rappresentati locali ad essere stati incolpati da Mosca di aver causato questo situazione. A quel punto Putin ha dovuto, con enorme ritardo, costituire una commissione d’inchiesta, sono stati indagati più di 100 funzionari locali, 8 persone sono già state processate per direttissima e portati in carcere. Hanno fatto  vedere alle masse che si sta muovendo qualcosa, che la giustizia sta funzionando.

Il problema è che chi sta al vertice rimane impunito: lo stesso Alexander Uss continua la sua carriera indisturbato.

Adesso hanno hanno fatto una serie di annunci abbastanza preoccupanti:  vogliono abbattere gli animali che sono sopravvissuti e fuggiti dalle zone incendiate. Questo è un problema abbastanza grave perché, oltre a creare un danno agli alberi, l’incendio ha creato un danno enorme anche alla fauna: gli animali che sono sopravvissuti sono in crisi, sono affamati, tanto da finire sulle strade urbane a chiedere aiuto all’uomo.

Incendi, in Russia una strage di animali. Immagini choc. VIDEO

Io stesso ho pubblicato dei video con orsi e volpi che fermano le macchine lungo le strade chiedendo cibo agli autisti: è una cosa veramente allucinante, bisogna non avere un cuore per non commuoversi davanti a queste immagini. Ecco, il governatore Uss e persone simili a lui delle amministrazioni locali siberiane hanno deciso di risolvere questo problema sterminando questi animali, con squadre apposite di cacciatori. Questo naturalmente ha suscitato ancora di più lo sdegno della gente che sta continuando a scrivere e a protestare sui social.

Oltre alla Siberia brucia anche l’Amazzonia, l’Indonesia, l’Africa e l’Australia: quali sono i punti in comune tra queste catastrofi, oltre all’intervento umano?


Sicuramente la corruzione dei governi locali, e una visione consumistica del mondo, della vita e del rapporto con la natura. La foresta della Siberia è andata in fumo per via di speculazioni esagerate e criminali, speculazioni sul bosco e sulla natura, create dall’uomo ma dovute al sistema consumistico in cui viviamo. Quando noi andiamo a comprare un mobile che costa 90 centesimi siamo contenti dell’esistenza di un negozio del genere che ci fa risparmiare dei soldi, ma dobbiamo capire  che noi in questa maniera stiamo sostenendo questo sistema consumistico, che stiamo distruggendo il nostro pianeta.

Dobbiamo capire che non è possibile che il legno costi così poco, e che per abbassare i suoi costi ci sono sotto delle azioni illegali. Dobbiamo capire che per creare una quantità enorme di prodotti di queste genere serve una quantità gigantesca di legno, e per ottenerla stiamo distruggendo i nostri polmoni.

Per capire quello che stiamo facendo basta andare su internet su Google Maps, usare la visione satellitare e ingrandire abbastanza sulla Foresta Amazzonica e su quella siberiana per vedere tantissime zone che ci appaiono come quadrati gialli. Queste sono le zone disboscate, sono le zone dove gli alberi non cresceranno per i prossimi 150/200 anni.

Incendi. Amazzonia, Siberia e Africa. Il Pianeta Terra è in pericolo

Noi dobbiamo capire che queste zone sono i nostri polmoni. Dobbiamo scegliere  cosa è più importante: consumare ora o sopravvivere e regalare ai nostri figli un futuro migliore?Questa è la domanda che noi dobbiamo porre oggi a noi stessi ogni mattina quando ci guardiamo allo specchio.

Fino a quando ci sarà il consumismo l’Africa sarà messa a fuoco dalle compagnie private, dalle multinazionali, l’Amazzonia e la Siberia saranno devastate da chi taglia i boschi illegalmente e noi ci avvicineremo sempre di più all’Apocalisse.

Nicolai Lilin pseudonimo di Nikolaj Veržbickij, è uno scrittore,autore, amante dei tatuaggi italiano di origine russa. Lilin è lo pseudonimo da scrittore, scelto in omaggio alla madre dell’autore, Lilia. Autore di nove romanzi, il primo dei quali, Educazione Siberiana, ha avuto anche una trasposizione cinematografica con la regia di Gabriele Salvatores. Ha collaborato a diverse trasmissioni cinematografiche e dal 17 gennaio 2017 conduce una rubrica su TGcom24, intitolata La versione di Lilin. Oltre a dedicarsi alla scrittura di romanzi, ha un laboratorio di tatuaggi a Milano, Il Marchiaturificio, e collabora con lo studio Tattoo Piuma Nera di Abano Terme. Scrive per L’Espresso, ha scritto per XL di Repubblica e per altre testate e collabora con diversi artisti. Nicolai è anche conosciuto e apprezzato per la sua produzione artistica, in particolare disegni e chine, ispirata alla simbologia dei tatuaggi.

(Visited 799 times, 1 visits today)

Leggi anche

Call Now ButtonDiventa Green!