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Incendio nel Golfo del Messico, la compagnia petrolifera Pemex: “Nessun danno ambientale”

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Non ci sarebbero danni ambientali dopo l’incendio causato da un gasdotto sottomarino nel Golfo del Messico. Il condizionale però è d’obbligo perché a dichiararlo non è un ente indipendente, ma l’azienda petrolifera interessata, Pemex.

La grande paura, la corsa contro il tempo per domare le fiamme e la preoccupazione, fondata, per i danni ambientali. Quanto accaduto venerdì scorso nel Golfo del Messico, al largo della penisola dello Yucatán, è qualcosa di difficilmente immaginabile e dimenticabile. L’incendio al gasdotto ha creato un’enorme palla di fuoco che ha bruciato nell’acqua, mentre uomini e mezzi cercavano in tutti i modi di domare le fiamme. Ad oggi, non si sa ancora cosa sia andato a fuoco né cosa sia stato utilizzato per estinguere un rogo così spaventoso.

Golfo del Messico, il mare in fiamme per cinque ore dopo l’incendio del gasdotto

Non ci sarebbero danni ambientali, ma il condizionale è d’obbligo. Già, perché ad affermarlo è Petroleos Mexicanos (Pemex), l’azienda petrolifera statale messicana, proprietaria delle condutture interessate dall’incidente e dal conseguente rogo. Non proprio un ente indipendente e disinteressato. Inoltre, Pemex non ha fornito analisi dettagliate sull’impatto dell’incidente e al momento non sembra intenzionata ad avviare indagini più approfondite su quanto accaduto.

 

Da una prima ricostruzione, il gas sarebbe fuoriuscito da una conduttura sottomarina, situata a circa 150 metri dalla più vicina piattaforma petrolifera. Secondo Pemex, l’incendio sarebbe scoppiato a causa di un violento temporale che ha colpito la zona, ma l’azienda non ha fornito ulteriori dettagli. Gustavo Alanis, del Centro messicano di diritti ambientali (Cemda), ha spiegato: “È troppo presto per escludere così categoricamente i danni all’ambiente e all’ecosistema dopo un incidente simile, la compagnia dovrebbe preparare uno studio dettagliato sull’impatto dell’incendio e anche un piano per riparare il danno“.

 

All’appello del Cemda si sono aggiunte anche organizzazioni ambientaliste internazionali, come Greenpeace, ma anche le associazioni della società civile messicana, che chiedono verità e giustizia su quanto accaduto: “Quello che fanno le aziende petrolifere è un ecocidio e va fermato al più presto“.

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