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Nell’incendio morti anche i cani che si trovavano negli impianti. Solo due sono stati salvati.

Incendio a Roma: una prima, buona notizia. A Centocelle i valori della diossina sono lievemente oltre i limiti, ma sono in netto calo rispetto alla prima rilevazione delle centraline di Arpa Lazio. Dall’inquietante valore di 10.6 pg/m3 si è passati allo 0.5 odierno. L’allerta ambientale però resta, e non è l’unica, annosa questione da affrontare.

 

Incendio a Roma, morti i cani degli autodemolitori

Dramma nel dramma negli autodemolitori in cui si è originato il rogo di sabato scorso a Roma. Alcuni cani, che vivevano proprio in quegli impianti, sono stati uccisi dalle fiamme. Solo due sono stati salvati dai vigili del fuoco e, in attesa di rintracciare i proprietari o di trovare una nuova sistemazione, sono stati portati al canile della Muratella.

 

Incendio a Roma, la questione autodemolitori

Quella degli autodemolitori è una questione incompiuta da diversi anni. Dovevano essere trasferiti fuori dal G.R.A., ma nessuno se ne è mai preoccupato. Lo ha confermato anche Roberto Gualtieri. “Dobbiamo affrontare alla radice le cause del fatto che a Roma ci sono tante vicende incompiute da decenni. Basti pensare alla situazione del Parco di Centocelle con le zone da bonificare. Con l’ex campo rom sgomberato e i rifiuti sotto terra” – ha spiegato il sindaco di Roma – “Come gli autodemolitori da spostare da anni, anni e anni. Ma soprattutto Roma si deve dotare di impianti moderni per il trattamento dei rifiuti“.

 

Incendio a Roma, autodemolitori in protesta

Nella giornata di ieri, su viale Palmiro Togliatti, c’è stato anche un blocco stradale di protesta. Gli autodemolitori hanno portato pezzi di ricambio, lamiere, resti di veicoli di ogni genere, occupando la strada. “Da 20 anni attendiamo la delocalizzazione e non è mai arrivata. Abbiamo perso tutto, siamo disperati“, spiegano i manifestanti. La protesta si è interrotta solo dopo un primo incontro con Sabrina Alfonsi, giunta sul posto. “Li ho invitati in Campidoglio il prossimo 15 luglio, da lì inizieremo il confronto sul da farsi. Questo è un lavoro prezioso per la sostenibilità, ma non può essere fatto nel centro abitato. Quanto accaduto ne è la prova. Andiamo avanti con la Regione, per effettuare la delocalizzazione una volta per tutte“, ha spiegato l’assessora capitolina all’Ambiente e al Ciclo dei rifiuti.