Incendi, svelate le cause del disastro in Siberia. Ma intanto la foresta brucia ancora VIDEO

Secondo le indagini del governo russo è iniziato tutto per via dei fuochi accesi dai “trafficanti di legno”. Tutto questo però mentre il governo centrale è sotto accusa per il ritardo con cui è intervenuto. Tutto questo mentre milioni di ettari di foresta sono andati in fiamme.


La Russia continua a bruciare. Quello che ormai viene considerato il disastro ecologico più grave di tutti i tempi ha raggiunto dimensioni catastrofiche,si parla di 6 milioni e oltre di ettari che bruciano.Per capirci è come se l’intera Grecia stesse andando a fuoco.

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Il governo russo si è mosso come si muove storicamente la Russia: in ritardo, e molto lentamente. Abbiamo raccontato di come i primi giorni, quando forse si poteva ancora gestire la situazione, il Cremlino abbia deciso di non intervenire, per via della spesa enorme che avrebbe comportato e del fatto che la situazione non colpiva zone di interesse economico.

Quando ormai, spinta dall’indignazione popolare e internazionale si è messa in modo, i primi interventi sono stati grossolani e inefficaci. Sono stati fatti decollare centinaia di aerei cisterna, che hanno lanciato milioni di litri d’acqua sulle zone considerate più “gestibili”.

Il risultato è che nessuno degli oltre 300 incendi è stato spento.

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Al momento il governo russo ha dichiarato lo stato d’emergenza,attivando anche l’esercito e tutte le strutture specializzate.Nonostante ciò le azioni effettive si svolgono soltanto sul 6% degli oltre 6 milioni di ettari di territorio colpito dal fuoco.

La gran parte di questi incendi avvengono nelle cosiddette “zone di controllo” chiamate così in riferimento alla legge del 2015 sulla selezione delle zone di controllo, secondo la quale l’amministrazione locale può non spegnere l’incendio nel caso se non ci sono le minacce ai grandi centri urbani e se il costo dei lavori di spegnimento supera economicamente la valutazione dei danni provocati dal fuoco. La legge ampiamente sfruttata dalla mafia del legname che disbosca le riserve naturali per poi dare il fuoco alla foresta, così cancellando le tracce dei disboscamenti illeciti“, come spiega su Facebook Nicolai Lilin

Ed è proprio la “mafia del legname” secondo le prime indagini del governo russo, la causa dei primi incendi da cui si sarebbe poi scatenato l’inferno.

Secondo gli investigatori infatti questi contrabbandieri disboscano abusivamente interi ettari di legname, che poi viene tagliato in segherie abusive e esportato illegalmente nella vicina Cina. Dopo aver deforestato la zona, i trafficanti danno fuoco al tutto per coprire le tracce. Sarebbero quindi questi incendi la scintilla che, alimentata dai venti e dal terreno secco per via dei cambiamenti climatici, ad aver provocato il peggior incendio della storia.

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Nel frattempo le città siberiane vicine agli incendi sono da mesi sotto una cappa di fumo irrespirabile, con le foto e le testimonianze che ci parlano di situazione apocalittica, con le persone che fuggono dai centri abitati e i pochi che sono costretti a rimanere che non escono di casa o girano solo con la mascherina.

 

 

Si ringrazia Nicolai Lilin per le testimonianze.

 

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