Incendi, la Siberia continua a bruciare senza sosta. Aggiornamenti. VIDEO

La zona artica della Russia continua a essere in fiamme,in quello che viene già considerato il più vasto incendio della storia. Il governo russo si è finalmente messo in moto, ma la soluzione è ben lontana.


Oltre 300 incendi, due milioni di ettari in fiamme,nubi di fumo che si vedono dallo spazio,centinaia di migliaia di animali morti.Questi sono i dati dei devastanti incendi che stanno flagellando la zona artica dall’Alaska alla Norvegia,dalla Siberia alla Groenlandia.

Incendi, l’Artico brucia: fiamme dalla Siberia all’Alaska

La zona più colpita è la parte nord della Russia, patria una volta di infinite foreste,uno dei polmoni verdi del pianeta, e adesso ridotta a distese di fiamme e cenere.

Secondo nuove indagini i primi incendi si verificarono a marzo, principalmente dolosi,atti a coprire un commercio illegale di legname tra ditte senza scrupoli locali e la Cina.La situazione era stata denunciata spesso dagli abitanti della zona, ma le autorità russe hanno sempre preferito ignorare il problema.

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Questi fuochi hanno cominciato a espandersi per tutte le zone verdi intorno,spinte dai forti venti e dal clima mite senza pioggia causato dal cambiamento climatico che sta subendo tutta la zona a ridosso dell’Artico.

 

Come abbiamo detto prima il governo russo ha preferito ignorare la situazione, anche quando stava diventando sempre più seria, principalmente per via dei costi enormi che un’operazione di spegnimento così vasta avrebbe portato e soprattutto perché le zone colpite “non mettono a rischio insediamenti umani o zone di valore economico“.

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Il Presidente Putin, dopo quasi una settimana di allarmi e richieste d’aiuto che milioni dei cittadini russi e anche stranieri lanciavano sul web, chiedendo al governo russo di intervenire per salvare la foresta siberiana, nel pomeriggio di ieri ha finalmente dato la disposizione al ministro della difesa di utilizzare i mezzi e gli uomini dell’esercito per contrastare l’incendio. Già stamattina dalle zone colpite sono arrivati i messaggi degli abitanti locali, che segnalano l’arrivo dei mezzi militari, l’impiego di aeronautica nella lotta contro il fuoco. Addirittura l’agenzia federale Avialesohrana ha dichiarato che userà l’ingegneria climatica per indurre la pioggia.

Secondo fonti locali il governo centrale russo ha aperto un’inchiesta contro i dipendenti locali del Ministero dell’Ambiente per “negligenza”, colpevoli secondo il Cremlino di aver sottovalutato il problema e di non aver agito in tempo quando la soluzione era ancora gestibile.

Il primo ministro Dmitry Medvedev ha anche sollecitato le forze dell’ordine a investigare sul collegamento tra la deforestazione illegale e gli incendi.

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“Il rapporto tra deforestazione illegale e i primi incendi verificatesi nella zona è ancora da valutare. Ciò non toglie che c’è un serio problema di disboscamento e contrabbando di legname che va combattuto e eradicato”, ha dichiarato il Capo del Governo russo alla tv nazionale.

Il piano dell’esercito è di sorvolare la zona con centinaia di aerei cisterna e sganciare milioni di litri d’acqua l’ora sulle fiamme. Durante una conversazione telefonica il Presidente Americano Donald Trump ha offerto l’aiuto della sua flotta aerea, ma è stato gentilmente rifiutato da Putin che ha affermato che “l’esercito russo è più che sufficiente”.

Nonostante le rassicurazioni ad oggi degli oltre 300 incendi solo 20 sono al momento contrastati dalle forze armate, e tutti senza risultati positivi.

Si ringrazia Nicolai Lilin i dati e le informazioni.

 

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