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Incendi Sardegna, aperte tre inchieste. Bari Sardo chiede stato di calamità naturale

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Tre incendi nel territorio ogliastrino: si cercano i responsabili dei roghi che hanno distrutto 900 ettari di territorio. Dopo Tortoli anche la giunta comunale di Bari Sardo ha chiesto lo stato di calamità naturale alla Regione in seguito all’incendio di domenica scorsa.

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In seguito ai danni provocati dal fuoco, dopo quello di Tortolì anche il Comune di Bari Sardo ha chiesto lo stato di calamità alla Regione.

L’incendio ha distrutto 100 ettari di macchia mediterranea domenica scorsa a Marina di Cea, minacciando le abitazioni private e gli ospiti di un resort, miracolosamente scampato alle lingue di fuoco alte 10 metri grazie agli uomini della macchina della Protezione civile.

“Abbiamo deliberato lo stato di calamità naturale per ristorare alcuni agricoltori che hanno perso tutto, i proprietari delle attività turistiche e per il danno ambientale provocato – ha detto all’ANSA l’assessora al turismo e all’ambiente Fabiana Casu – L’incendio infatti ha interessato il costone dell’altopiano di Teccu ad alto valore ambientale e si trova in prossimità di un’area di tutela ambientale che abbiamo istituito. La richiesta è stata fatta non solo in funzione di questo incendio ma in quanto il nostro Comune versa condizioni disastrose dal punto di vista della sicurezza territorio, sia in caso di incendio che di alluvione, questo perché’ non viene fatta una regolare manutenzione”.

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E mentre si contano i danni e si cercano i responsabili, le istituzioni provano a rafforzare l’esercito “anti-incendio” a presidio dell’Isola.

E’ stata firmata alla Prefettura di Cagliari la convenzione per la collaborazione degli stessi vigili del fuoco nella campagna estiva antincendi regionale.

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A siglare il protocollo sono stati il prefetto Bruno Corda, l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, il direttore Regionale dei Vigili del Fuoco, Massimiliano Gaddini, il numero uno della Protezione Civile sarda, Federico Ferrarese Ceruti, oltre ai vertici della Forestale, col direttore Antonio Casula.

“La Regione – ha spiegato il prefetto Bruno Corda – investe ancora una volta un’importante somma che andrà a vantaggio della retribuzione del personale e al potenziamento dei mezzi. Oltre al piano regionale le quattro prefetture storiche hanno predisposto e diffido il piano antincendio sull’attività di preallarme, quando cioè si verificano delle condizioni climatiche che rendano necessaria particolare attenzione. Oltre al piano in caso di eventi gravi per l’incolumità delle persone”.

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