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Incendi, Russia sempre più in ginocchio: i roghi si estendono alle regioni centrali

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Incendi, la Russia sempre più in ginocchio. I roghi che hanno devastato la Siberia si sono estesi anche a diverse regioni centrali.

Russia sempre più in ginocchio a causa degli incendi. Dopo che i roghi hanno devastato la Siberia, anche le regioni centrali del Paese, al confine tra l’Europa e l’Asia, sono flagellate dalle fiamme, alimentate dal vento. Secondo le autorità, ci sarebbero almeno quindici incendi fuori controllo nella regione di Sverdlovsk, negli Urali, dove in questi giorni sono intense le ondate di calore. Impressionante il filmato, che sta facendo il giro dei social, di un’autostrada federale minacciata su entrambi i lati dalle fiamme e che alla fine è stata chiusa per tutelare l’incolumità degli automobilisti.

 

In molti casi, i vigili del fuoco impegnati a fronteggiare gli incendi hanno dovuto arrendersi, per non rimanere circondati dalle fiamme. In questi giorni, nelle zone più critiche, si concentra il lavoro di oltre 1.200 vigili del fuoco, coadiuvati anche da nove aerei. Come riporta anche Phys, roghi fuori controllo, in tutta la Russia, sono più di 50.

 

Una situazione drammatica, dopo quanto accaduto in Siberia e in Jacuzia, che ha indotto Vladimir Putin, una volta molto scettico sul cambiamento climatico e i suoi effetti, a stanziare l’equivalente di centinaia di milioni di dollari per proteggere le immense foreste del Paese. “Come nazione dobbiamo tutti imparare dall’emergenza senza precedenti che abbiamo vissuto” le parole del presidente russo.

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Mentre le singole regioni chiedono più fondi a Mosca per fronteggiare l’emergenza, la comunità scientifica non ha dubbi sulle cause di tutti questi incendi: cambiamento climatico, negligenza e mancanza di fondi per la gestione delle foreste. Secondo l’Agenzia per le foreste della Russia, nel 2021 gli incendi hanno bruciato 173mila chilometri quadrati di foreste: nel XXI secolo era accaduto solo una volta.

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