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Incendi, la mappa in tempo reale della Nasa: nel 2021 in Italia bruciata un’area grande quanto 140mila campi da calcio

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La Terra è in fiamme. La Nasa ha attivato il servizio Fire information for resource management system, che consente di monitorare in tempo reale gli incendi in tutto il mondo. In Italia dall’inizio dell’anno bruciati 102.933 ettari di terreno.

Dalla Grecia, Turchia e Italia alla California, dall’Australia alla Siberia, l’Amazzonia e l’Africa, il mondo sta bruciando: lo si può vedere chiaramente dall’immagine della Fire Information for Resource Management System della Nasa.

Nella mappa in tempo reale della Fire Information for Resource Management System della Nasa  i punti rossi, rilevati con lo strumento Modis a bordo del satellite Terra della Nasa, indicano i luoghi in cui ci sono alte temperature e sono in corso incendi. Si può così vedere che ad essere colpiti sono gran parte del Nord e del Sud America, e la zona centro-meridionale dell’Africa, in particolare Zambia, Angola, Malawi e Madagascar. Nella Repubblica democratica del Congo lo strato di fumo è così spesso che molte aree sono completamente oscurate. Ad ardere ci sono anche la penisola arabica, la costa mediterranea, l’Europa nord-orientale, mentre in Asia a bruciare sono le coste dell’India, la Siberia, nonché Cina, Malesia e Indonesia.

Stando ai dati dell’European Forest Fire Information System (Effis) della Commissione europea, in Italia, dall’inizio dell’anno a oggi, sono bruciati 102.933 ettari di terreno, un’area grande quanto 140mila campi da calcio. Si tratta del quadruplo rispetto ai 28.479 ettari arsi, in media, ogni anno dal 2008 al 2020.

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Per quel che riguarda l’Africa, anche se non è possibile determinare dal satellite come sia partito l’incendio, scrive la Nasa, la diffusione, la posizione e il momento dell’anno suggeriscono che i roghi siano dolosi e siano stati appiccati per scopi agricoli. I coltivatori in queste aree usano il fuoco da migliaia di anni per pulire i campi dalle vecchie colture e prepararli per le nuove, bruciare le sterpaglie, rinnovare i pascoli o la savana. Anche se il fuoco è un modo efficiente ed economico per gestire la terra, soprattutto nella savana africana dove l’ecosistema dipende dagli incendi periodici per la sua salute, i roghi sono fonti di pericolo, come fumo, rilascio di gas serra e distruzione degli ecosistemi. In Africa centrale, conclude la Nasa, la stagione degli incendi di solito inizia a maggio e raggiunge il suo picco in agosto.

In questi giorni anche in diverse aree del nord dell’Algeria sono iniziati vasti incendi, in particolare nella regione montuosa della Cabilia, che si trova un centinaio di chilometri a est della capitale Algeri.

 

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