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Anche l’Italia brucia. Incendi triplicati rispetto al 2018

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Incendi. Si parla tanto di Siberia e Amazzonia ma anche il belpaese va a fuoco.

Dall’inizio del 2019 sono divampati 251 roghi, il triplo dello scorso anno (dati Effis), quasi un incendio al giorno.

Il 60% di questi incendi è di origine dolosa, cioè causato volontariamente per mano dei piromani senza scrupoli.

“Fare bilanci con la stagione ancora in corso è sempre un azzardo – afferma il Tenente Colonnello Marco Di Fonzo comandante del Niab (Nucleo Informativo Antincendio Boschivo) – quello che si può però che fino ad adesso la stagione, rispetto al 2018, è sempre stata interessata da molti fenomeni di incendi boschivi, la maggior parte nel mezzogiorno e nei primi mesi dell’anno nel Nord Italia dovuto alla siccità che è stata prolungata. Però c’è da dire che la superficie media percorsa dal fuoco è notevolmente inferiore rispetto a quella dell’anno scorso. Segno che il dispositivo di lotta attiva sta funzionando bene”.

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“Noi – aggiunge Di Fonzo – utilizziamo principalmente delle metodiche che mirano ad individuare il punto di insorgenza degli incendi boschivi. Utilizziamo il metro delle evidenze fisiche, attraverso il quale i militari in addestramento riescono a leggere i segni che il fuoco ha lasciato sui soprasuoli boschivi interessati dalle fiamme. Percorrendo poi a ritroso l’incendio, viene individuata l’area di insorgenza delle fiamme e da lì facciamo un’attività puntuale su un’area di circa 200 mq al fine di individuare ordigni lasciati dagli incendiari oppure fuochi accesi in periodi dell’anno in cui è tassativamente vietato utilizzare il fuoco come elemento dell’attività agricola dal quale poi sono partiti degli incendi che hanno interessato le nostre foreste”.

Gli effetti sull’ambiente e sull’economia sono devastanti: per risanare i 400 ettari di bosco andati a fuoco tra le province di Palermo e Trapani si parla di 10 milioni di euro.

Secondo la Coldiretti “se certamente il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo, a preoccupare è proprio l’azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente. Abitazioni andate a fuoco, coltivazioni bruciate, animali soffocati e uccisi dalle fiamme, ma anche case rurali, macchine e attrezzature agricole, capannoni e boschi distrutti sono le drammatiche conseguenze degli incendi”.

“Per ricostituire i boschi andati in fiamme – continua la Coldiretti – ci vogliono almeno 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Nei boschi andati a fuoco sono impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati”.

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Secondo i dati raccolti dall’Effis (l’European forest fire information system) nel 2019 in Italia sono andati a fuoco 20.395 ettari.

Un dato però nettamente inferiore a quello del 2017 (l’anno più siccitoso in due secoli di misurazioni): due anni fa, infatti, andarono a fuoco 140.392 ettari.

Rispetto però allo scorso anno, quando gli incendi furono solo 87, il numero è triplicato.

L’Italia ha un patrimonio boschivo importante, che rappresenta circa il 36 per cento della superficie territoriale nazionale.

Purtroppo, anno dopo anno gli incendi boschivi causano la perdita di questo patrimonio e la Protezione civile stima che negli ultimi trenta anni sia andato perso addirittura il 12 per cento del patrimonio forestale del nostro Paese.

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