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Incendi, oltre 20 milioni di animali arsi vivi solo in Italia. L’appello delle associazioni: sospendere la caccia

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Sono stimati in oltre 20 milioni gli animali selvatici arsi vivi negli Incendi boschivi che hanno colpito l’Italia, soprattutto al Sud, dall’inizio dell’estate. In Sicilia arriva l’appello delle associazioni ambientaliste: sospendere il calendario venatorio 2021-2022.

La stima oscilla tra i 20 e i 24 milioni di animali selvatici morti ed è calcolata sulla base dei decessi per ettaro (10mila m2) di territorio bruciato: circa 100 mila ettari nei primi due mesi dell’estate. A morire soffocati e bruciati sono stati nelle ultime settimane circa 2 milioni di mammiferi, tra cui: caprioli, cervi, volpi, ricci, e roditori come scoiattoli e ghiri.

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Questa la stima fornita a LaPresse dal responsabile fauna di Legambiente Antonino Morabito. Oltre 2 milioni anche gli uccelli rimasti senza scampo tra le fiamme, in particolare tra le specie che nidificano negli arbusti, a cominciare dai piccoli passeriformi come la capinera e l’occhiocotto. Soprattutto i piccoli nati da pochi mesi. E i numeri salgono ancora quando si parla di anfibi e rettili. Circa 4 milioni i primi, tra cui la rana italica, tritoni, salamandre e molte specie endemiche. E addirittura 15 milioni i rettili: lucertole (alcune presenti solo in Sicilia e Sardegna) e serpenti, ma anche gechi e tartarughe.

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L’ecocidio – commenta Morabito – è tanto più grave quanto più è ampio il fronte dell’incendio e alto il numero degli habitat coinvolti come nel caso delle foreste vetuste. E soprattutto quando vengono accesi più focolai contemporaneamente e gli animali selvatici si ritrovano senza nessuna via di fuga, accerchiati prima dal fumo poi dalle fiamme“. Troppo spesso questi animali non vengono presi in considerazione e conteggiati tra i danni devastanti degli Incendi boschivi. “Parliamo invece di numeri altissimi e di perdite consistenti per la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi. Tanto più – aggiunge l’esperto – che ad essere colpiti in queste settimane sono soprattutto i cuccioli che ancora si allontanano poco dalle tane o dai nidi“.

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In Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si concentra infatti il 55% degli incendi. 

In queste ore le segreterie nazionali e regionali di otto Associazioni ambientaliste ed animaliste – ITALIA NOSTRA, GRE, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU-BirdLife Italia, MAN e WWF Italia – hanno inviato al Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci ed agli Assessori all’Ambiente ed all’Agricoltura, Salvatore Cordaro e Antonino Scilla, formali istanze per l’immediata sospensione del Decreto n. 37/Gab del 26/07/2021 sul “Calendario Venatorio 2021-2022“, in particolare per quanto riguarda l’imminente “preapertura” della caccia nei giorni 1, 4, 5, 11 e 12 settembre e l’apertura generale della stagione venatoria dal 19 settembre al 31 gennaio 2022.

“In una Sicilia martoriata dagli incendi – si legge nella lettera – che ancora in questi giorni stanno devastando ulteriormente boschi, parchi e riserve ed estesissime aree rurali di particolare interesse per la fauna selvatica, con un caldo torrido ed una siccità impietosa che stanno decimando gli animali selvatici sopravvissuti, questo Calendario venatorio rappresenta una incredibile e sciagurata dichiarazione di guerra contro la fauna scampata dal fuoco“.

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Per le associazioni “è schizofrenico l’atteggiamento della Regione: da una parte Musumeci firma lo ‘stato di crisi e di emergenza a causa degli incendi dell’eccezionale situazione meteoclimatica’, dall’altra si emana il decreto che, addirittura, anticipa al l’1 settembre l’apertura della stagione di caccia contro il parere scientifico dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca Ambientale (Ispra), autorevole organo scientifico cui è attribuita la valutazione tecnica della sostenibilità delle modalità e dei tempi del prelievo venatorio su tutto il territorio nazionale”.

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