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Coronavirus: boom di download per ‘Immuni’, 221 positivi hanno caricato dati

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Immuni.  Boom di download per l’applicazione ‘Immuni’, nata per il tracciamento dei contatti in funzione anti covid-19. L’App, riferiscono fonti del Ministero dell’Innovazione, è stata scaricata da 5.9 milioni di persone, il 15% della popolazione ‘target’ – ovvero con più di 14 anni e in possesso di uno smartphone.

Una quota raggiunta anche grazie all’accelerazione dei download degli ultimi giorni.

Solo nel fine settimana, Immuni è stata scaricata da 272 mila persone – conferma il Ministero.

Otto casi positivi avevano già ricevuto la notifica di alert da Immuni essendo stati in contatto stretto con altri utenti che avevano l’app e poi risultati positivi al coronavirus.

Dal primo giugno ci sono stati 221 utenti positivi che avevano scaricato l’app e hanno caricato le loro chiavi nel back end: 21 a giugno, 38 a luglio e 96 in agosto, e 66 nei primi 10 giorni di Settembre.

Dal 13 luglio ci sono state inoltre 3.080 notifiche  di esposizioni a pazienti poi risultati positivi: 1.202 solo nei primi 10 giorni di settembre.

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Come funziona Immuni:

L’App avverte gli utenti che sono stati a stretto contatto con una persona risultata poi positiva inviando loro un messaggio di allerta che include una serie di consigli su come affrontare la situazione.
Immuni riesce a determinare che è avvenuto un contatto a rischio fra due utenti senza sapere chi siano i due utenti o dove si siano incontrati.

 

Ecco un esempio semplificato di come funziona il sistema di contact tracing di Immuni:

Consideriamo Alice e Marco, due ipotetici utenti.

Quando è installata sui loro smartphone, Immuni emette un segnale Bluetooth che include un codice casuale.

Quando Alice si avvicina a Marco, i loro smartphone si scambiano questi codici e li registrano nella propria memoria, tenendo così traccia di quel contatto.

Registrano anche quanto è durato il contatto e la potenza del segnale ricevuto, indicatore approssimativo della distanza tra i due smartphone.

I codici sono generati casualmente e non contengono alcuna informazione sul dispositivo o l’utente. Inoltre, cambiano diverse volte ogni ora, in modo da proteggere ulteriormente la privacy.

Non è in alcun modo possibile risalire all’identità dell’utente a partire dai suoi codici casuali.

Supponiamo che, successivamente, Marco risulti positivo al Covid-19.

Con l’aiuto dell’operatore sanitario che gli ha comunicato l’esito del test, Marco potrà segnalare la sua positività a Immuni, condividendo i suoi codici casuali e allertando le persone con cui è stato a stretto contatto.

Immuni scarica periodicamente i codici casuali condivisi dagli utenti che sono risultati positivi al virus.

Così facendo può controllare se c’è una corrispondenza tra questi codici e quelli registrati nei giorni precedenti.

Nel caso del nostro esempio, l’app di Alice troverà il codice casuale di Marco, verificherà se la durata e la distanza del contatto siano state tali da poterlo considerare a rischio e, se questo è il caso, avvertirà Alice.

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Privacy:

L’app non raccoglie dati che permettono di risalire all’identità di chi la usa.

Non chiede, né è in grado di ottenere, dati sensibili come nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo e-mail.

Inoltre, per determinare il contatto, Immuni sfrutta la tecnologia Bluetooth Low Energy e non utilizza dati di geolocalizzazione di alcun genere, inclusi quelli del GPS.

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