IMBALLAGGI ORGANICI, L’ ALTERNATIVA BIOLOGICA E SOSTENIBILE

Hanno un elevato impatto ambientale, riempiono le nostre discariche senza poter essere riciclati e in molti casi sono dannosi per la salute. Parliamo degli imballaggi alimentari, una delle questioni più spinose per l’industria del cibo, di cui si fa indubbiamente un abuso. Se in molti casi è impensabile eliminarli del tutto optando per alimenti sfusi una soluzione interessante arriva dagli imballaggi organici, per realizzare i quali vengono utilizzati scarti alimentari. Negli ultimi anni un numero crescente di imprenditori e ricercatori stanno investendo in materiali e tecniche alternative per trasformare alcuni alimenti come funghi, alghe, latte e bucce di pomodoro in sostanze commestibili che possano sostituire rivestimenti e contenitori tradizionalmente utilizzati per il packaging. Due fra le più grandi aziende leader nel settore dell’acqua in bottiglia, Danone e Nestlé Waters (in Italia attraverso il Gruppo Sanpellegrino), con la Origin Materials, un’azienda biotech californiana. L’obiettivo è quello di sviluppare nei prossimi 5 anni una bottiglia di plastica completamente biodegradabile, a partire da segatura e da altri materiali di recupero.

Un’innovazione tutta italiana è quella di Biocopac Plus, nato per sostituire il BPA e il Bisfenolo A utilizzato nei rivestimenti di lattine e bottiglie. Si tratta di una lacca ecologica creata a partire da una sostanza, la cutina, estratta dagli scarti delle bucce di pomodoro e utilizzata per il rivestimento delle lattine di prodotti alimentari in scatola. I più critici ritengono che sia solo una strategia di marketing e non un reale interesse verso una maggiore sostenibilità dell’industria ma resta il fatto che è in atto un’inversione di tendenza, che mira ad abbandonare materiali inquinanti in favore dello sviluppo di imballaggi organici e bio.

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