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Ilva, Regione Puglia affida a OMS Valutazione Danno Sanitario

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Ilva. La Regione Puglia si affida all’Organizzazione Mondiale della Sanità per definire gli scenari futuri a livello di impatto sanitario ma anche, in maniera correlata, ambientale che riguardano la città e l’azienda. 

“Quella della regione Puglia – ha rivendicato il governatore Michele Emiliano, nel corso della presentazione a Montecitorio della collaborazione – è una decisione politica. Decidere di affidare all’Oms il riesame complessivo di una vicenda così complessa, difficile e lunga come quelle dell’Ilva con un approccio scientifico che ci metta davanti dati chiari e condivisi è la premessa di ogni decisione politica”.

 

“Se si deve decidere che questa fabbrica – ha aggiunto – deve proseguire e con quale tecnologia, dovremo farlo sulla base della valutazione Oms. Se non e’ compatibile con la salute umana sara’ l’Oms a dircelo. Il Governo ha deciso di tenere aperta la fabbrica mentre sulla stessa si addensano nuvole derivanti dal ciclo economico ordinario. Abbiamo proposto un’innovazione del ciclo industriale sulla base dei principi della decarbonizzazione, e anche suggerito tecniche che mirino ad abbattere le emissioni di Co2 e a portare quasi allo zero quelle nocive”.

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Per il governatore “se la fabbrica non fosse mai esistita sarebbe stato meglio per tutti. Non ha portato vantaggi alla Puglia e a Taranto, hanno lavorato tante persone ma probabilmente avrebbero fatto altro”.

L’Oms, da parte sua, spiega di voler partire dalla mappatura del lavoro fatto e di voler fare il più presto possibile: “partiremo da una ricognizione di tutto il lavoro fatto – ha spiegato Francesca Racioppi, Direttore del Centro Europeo Salute e Ambiente Oms – perché ci sono molteplici attori e istituzioni che hanno sviluppato conoscenze e competenze. Poi lavoreremo insieme ai colleghi che operano in questo campo in Italia e internazionali. Per poter mettere insieme gli scenari ipotizzati, che ci aiutano a capire quali effetti si potranno avere se andiamo in una certa direzione”.

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Proseguono poi i lavori per redigere il decreto interministeriale su Valutazione Danno Sanitario, dopo la riapertura da parte del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, della procedura di riesame dell’aia in base agli esiti del rapporto di valutazione del danno sanitario elaborati da Arpa Puglia e Asl Taranto, che hanno evidenziato un rischio residuo non accettabile per la popolazione.

Il decreto, sarà illustrato il 24 giugno a Taranto dal ministro della Salute, Giulia Grillo e dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

Sette associazioni di Taranto intanto, tra quelle ascoltate lo scorso 24 aprile in Prefettura dal vice premier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, hanno scritto al vicepremier.

Nella lettera, le associazioni (tra cui LiberiAmo Taranto, Comitato donne e futuro per Taranto Libera, Genitori Tarantini, Comitato Quartiere Tamburi) evidenziano “la necessità primaria e non più procrastinabile di chiudere definitivamente le numerose fonti inquinanti insistenti sul territorio tarantino”.

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Inoltre, avanzano “a titolo risarcitorio per gli ingenti ed incalcolabili danni subiti negli anni da Taranto e dai tarantini, e soprattutto al fine di colmare il gap sanitario, sociale, culturale ed economico che questa città subisce, la richiesta di immediati ed importanti interventi attraverso una legge per Taranto” che preveda investimenti in sanità, infrastrutture, istruzione universitaria, agevolazioni fiscali per chi investe e cessione alla città di aree militari e di beni immobili dismessi.

Nel dettaglio, si chiede:

  • la realizzazione di un polo oncologico e di un Ircss autonomo a Taranto”,
  • la “istituzione di una Università degli Studi autonoma di Taranto” (ora decentrata dall’Università di Bari)
  • il ripristino in loco della sede della Soprintendenza Archeologica”,
  • la “restituzione a titolo gratuito alla città di Taranto delle aree della Marina Militare e di edifici appartenenti ad enti statali (esempio Banca d’Italia) che possono essere recuperati per scopi importanti per la comunità”
  • la “istituzione di una No Tax area per aziende innovative ed ecologiche (incentivi alle imprese specializzate in bonifiche ambientali)”.

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Inoltre, in merito alla modifica del decreto ministeriale 2013 che vuole introdurre la Valutazione predittiva del Danno Sanitario in riferimento all’attività siderurgica, le associazioni chiedono di allargare il procedimento anche a esperti tecnici in rappresentanza delle associazioni, ovvero medici che conoscono profondamente le criticità sanitarie del territorio”.

“Tutta la comunità tarantina  – si legge in conclusione nella lettera – non vuole più ascoltare parole”.

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