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Ilva, martedì nuovo incontro con A. Mittal. Governo pensa a scudo penale “soft”

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Ilva. Si dovrebbe tenere martedì a Palazzo Chigi, un nuovo incontro tra il premier, Giuseppe Conte, ed i vertici di Arcelor Mittal, per tentare di riaprire la trattativa sull’Ilva di Taranto che da qualche giorno sta lavorando a regime ridotto.

La proposta che il Governo italiano metterà sul tavolo, si fonda su tre principi cardine:

  • Un numero di 2 mila esuberi rispetto ai 5 mila richiesti dall’azienda
  • Uno sconto sul canone di affitto
  • Reintroduzione dello scudo penale in una versione “soft”

Ma l’azione del Governo potrebbe non funzionare se tutte le anime della maggioranza non parleranno con una voce sola.

Il Partito di Matteo Renzi (Italia Viva) infatti, ha annunciato nei giorni scorsi, un emendamento al decreto fiscale per ripristinare l’immunità per i vertici di Arcelor Mittal.

Mossa che ha scatenato lo scontro con i Cinque Stelle, tanto da portare la presidente della Commissione Finanze, Carla Ruocco (M5S) a dirsi pronta a dichiararlo inammissibile.

Ex Ilva, dopo la visita di Conte a Taranto nuovo incontro con Mittal

Anche il Partito Democratico ha annunciato di avere pronta una sua proposta di tutela “erga omnes” in caso di attuazione di piani ambientali ma che resterà ‘congelata’ in attesa di capire quali saranno le mosse dell’esecutivo.

Intanto però, fa sapere che l’emendamento di Italia Viva non verrà preso in considerazione.

E proprio per cercare di appianare le divergenze e trovare una soluzione alternativa, che il canale di comunicazione tra dem e 5Stelle si è intensificato.

Il compromesso, al quale si sta lavorando, partirebbe proprio da una suggestione lanciata dal ministro dello Sviluppo, Patuanelli alcuni giorni fa, che riguarda l’articolo 51 del codice penale in cui si prevede che «l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica esclude la punibilità».

Per Patuaneli «si può valutare l’inserimento di una norma di rango primario che espliciti questo principio già presente nel nostro ordinamento».

La norma potrebbe entrare in un decreto sul quale il Governo metterà la fiducia.

Taranto, ArcelorMittal annuncia il ritiro dall’ex Ilva. Sindacati: “Una bomba sociale”

In attesa di capire se si uscirà o no dalla crisi, il governatore della Puglia, Michele Emiliano, convoca le parti sociali del territorio per valutare la situazione mentre i sindacati, capitanati dalla Cgil, chiedono un impegno diretto dello Stato, anche con “una quota”, come dice Maurizio Landini, per evitare la chiusura.

Dal canto suo, il colosso franco-indiano Arcelor Mittal resta fermo sull’intenzione di abbandonare l’Italia o, in alternativa, di rivedere i termini del piano industriale lasciando a casa 5mila lavoratori.

I commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria invece, avrebbero già messo al lavoro gli uffici legali per presentare ricorso cautelare al tribunale di Milano contro l’iniziativa “improvvida e improvvisa” di Arcelor (come l’hanno definita in una lettera all’azienda del 7 novembre).

In settimana, forse già oggi, chiederanno ufficialmente al tribunale di Taranto più tempo per la messa in sicurezza dell’Altoforno 2 – sotto sequestro da giugno 2015 dopo la morte di un operaio – che altrimenti sarà spento tra un mese, il 13 dicembre.

“Senza un’intesa si rischia ‘la battaglia legale del secolo’, come l’ha definita il premier, Giuseppe Conte. Ma pensare che questa vicenda si risolva nelle aule giudiziarie significherebbe
avere già perso – avverte Teresa Bellanova, capodelegazione di Italia Viva, ricordando che “il governo è garante e non controparte in una vicenda che va ricondotta alla normalità
del confronto tra le parti”.

Per il Ministro delle Politiche Agricole, ArcelorMittal va quindi riportata al confronto con i sindacati, con cui ha sottoscritto l’accordo lo scorso anno.

Al momento, lamenta peraltro Landini, “ai lavoratori l’azienda non ha detto nulla” e anche il numero degli esuberi è stato comunicato ai sindacati dal governo.

 

 

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