Territorio

“Ilva funesta”, Taranto ancora oggi vittima dell’acciaieria

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Ilva. Il siderurgico più grande d’Europa continua a produrre inquinamento a partire dal 10 aprile 1965. La situazione della città, vittima ancora oggi dell’acciaieria, verrà raccontata in uno speciale “Ilva Funesta” realizzato dalla testata Il Salto.  Nel frattempo l’Asl di Taranto ha inviato al Comune il documento che racchiude le risposte chieste dal primo cittadino, Rinaldo Melucci, in merito al rischio sanitario legato alle emissioni dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva).

Speciale Taranto – L'Ilva funesta

L'ILVA FUNESTA – LO SPECIALE TARANTO DE IL SALTO#IlvaFunesta è un insieme di lavori che il Salto realizzerà per seguire da vicino la questione Taranto, una città ancora oggi vittima dell' acciaieria ormai a pochi metri dal quartiere Tamburi, il più colpito dai suoi effetti nocivi.#TarantoDopo innumerevoli decreti speciali salva – Ilva da parte del governo centrale, 10 in 6 anni a partire dal 2010, la situazione della città pugliese rimane drammatica: il siderurgico più grande d'Europa continua a produrre inquinamento a partire dal 10 aprile 1965, fagocitando il sistema economico locale e determinando un aumento in termini percentuale di rischio tumore sin dalla tenera età.Correlazione tra inquinanti ed endometriosi, presenza di diossina nel latte materno raggiungendo percentuali del 1500% rispetto ai limiti previsti in mamme con età superiore ai 33 anni, aumento di mortalità generale per malattie neoplasiche, malattie respiratorie acute, malattie dell'apparato digerente, malattie ischemiche del cuore; sono alcuni degli effetti dell'acciaieria, in mano dal 1° novembre 2018 alla cordata Arcelor – Mittal.La comunità è priva di riferimenti istituzionali:Il Sindaco frena su possibili ordinanze di chiusura dello stabilimento, ma è stato obbligato a trasferire 700 bambini dalle due scuole presenti nel quartiere Tamburi soprattutto dopo i dati allarmanti sulle emissioni non convogliate e prodotte dallo stabilimento;Il Governo ha tradito le promesse elettorali, a partire dal MoVimento 5 Stelle che è partito dalla propaganda della chiusura dell'acciaieria al promettere l'installazione di tecnologie che dovrebbero tagliare le emissioni inquinanti del 20%.Il soggetto politico a #Taranto ottenne poco meno del 50% dei voti alle Elezioni del 2018.Le offerte universitarie scarseggiano, i ragazzi emigrano, con Taranto quinta città d'Italia con 3.643 under 30 partiti via dalla propria terra.Ma la città resiste e c'è chi si autorganizza assieme ad esperti e comitati cittadini per poter far sentire la propria voce e spiegare che Taranto deve essere salvata dal suo ecomostro. Taranto non è solo Ilva e morte.Taranto può rinascere.Immagine di copertina di Maria R. SumaGiustizia per TarantoTuttaMiaLaCittàTamburi combattentiTaranto lider – Pagina ufficialeCittadini e Lavoratori Liberi e PensantiNon Una Di Meno Taranto

Pubblicato da il Salto su Lunedì 8 aprile 2019

L’Ilva Funesta è un insieme di lavori che il Salto realizzerà per seguire da vicino la questione Taranto, una città ancora oggi vittima dell’ acciaieria ormai a pochi metri dal quartiere Tamburi, il più colpito dai suoi effetti nocivi.

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Lo speciale su Taranto viene lanciato sulla pagina Facebook della testata:

“Dopo innumerevoli decreti speciali salva – Ilva da parte del governo centrale, 10 in 6 anni a partire dal 2010, la situazione della città pugliese rimane drammatica: il siderurgico più grande d’Europa continua a produrre inquinamento a partire dal 10 aprile 1965, fagocitando il sistema economico locale e determinando un aumento in termini percentuale di rischio tumore sin dalla tenera età.

Ilva, Bonelli (Verdi): “Produrremo nuove prove con aumento diossina”

Correlazione tra inquinanti ed endometriosi, presenza di diossina nel latte materno raggiungendo percentuali del 1500% rispetto ai limiti previsti in mamme con età superiore ai 33 anni, aumento di mortalità generale per malattie neoplasiche, malattie respiratorie acute, malattie dell’apparato digerente, malattie ischemiche del cuore; sono alcuni degli effetti dell’acciaieria, in mano dal 1° novembre 2018 alla cordata Arcelor – Mittal.

La comunità è priva di riferimenti istituzionali: Il sindaco frena su possibili ordinanze di chiusura dello stabilimento, ma è stato obbligato a trasferire 700 bambini dalle due scuole presenti nel quartiere Tamburi soprattutto dopo i dati allarmanti sulle emissioni non convogliate e prodotte dallo stabilimento.

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Il Governo ha tradito le promesse elettorali, a partire dal MoVimento 5 Stelle che è partito dalla propaganda della chiusura dell’acciaieria al promettere l’installazione di tecnologie che dovrebbero tagliare le emissioni inquinanti del 20%. Il soggetto politico a Taranto ottenne poco meno del 50% dei voti alle Elezioni del 2018.

Le offerte universitarie scarseggiano, i ragazzi emigrano, con Taranto quinta città d’Italia con 3.643 under 30 partiti via dalla propria terra. Ma la città resiste e c’è chi si autorganizza assieme ad esperti e comitati cittadini per poter far sentire la propria voce e spiegare che Taranto deve essere salvata dal suo ecomostro. Taranto non è solo Ilva e morte.

Taranto può rinascere”.

Nel frattempo l’Asl di Taranto ha inviato al Comune il documento che racchiude le risposte chieste dal primo cittadino, Rinaldo Melucci, in merito al rischio sanitario legato alle emissioni dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva).  Fonti dell’Asl fanno sapere che si tratta di un “documento di 7 pagine, frutto di un lavoro di tutti gli uffici interessati, controfirmato dal direttore generale Stefano Rossi, che contiene dati oggettivi”. I dati ora passano alla valutazione del sindaco Melucci e della struttura tecnica e legale.

Il primo cittadino, che ha chiesto anche all’Arpa chiarezza sui valori delle emissioni, ha annunciato nei giorni scorsi che in mancanza di risposte definitive da parte degli organi di controllo, o se da tali risposte dovessero emergere criticità, farebbe ricorso a un’ordinanza contingibile e urgente di chiusura degli impianti dell’area a caldo del siderurgico.

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