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Ilva, ai domiciliari l’ex commissario Laghi. Bonelli: “A Taranto uno scempio morale”

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Ilva, l’ex commissario straordinario Enrico Laghi ai domiciliari da stamattina. Durissimo Angelo Bonelli: “A Taranto è stato compiuto uno scempio morale”.

Enrico Laghi, ex commissario straordinario dell’Ilva di Taranto, è ai domiciliari da stamattina, con l’accusa di concorso in corruzione di atti giudiziari, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Potenza. A carico di Laghi è stato effettuato anche un sequestro preventivo da circa 270mila euro. Nell’inchiesta che ha portato l’ex commissario di Ilva ai domiciliari, sono coinvolti anche l’ex Procuratore della Repubblica di Trani e di Taranto, Carlo Maria Capristo, gli avvocati Piero Amara e Giacomo Ragno, il funzionario di Polizia Filippo Paradiso e Nicola Nicoletti, che è stato consulente dei commissari dell’Ilva.

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La Procura di Potenza ha messo in luce diversi casi. Il primo riguarda Carlo Maria Capristo, che agiva per ottenere “una incessante attività di raccomandazione, persuasione, sollecitazione” su alcuni componenti del Csm o su chi poteva influenzarli, in occasione di posti direttivi vacanti (come la Procura generale di Firenze o la Procura di Taranto, dove Capristo arrivò da Trani). Ci sono poi le presunte agevolazioni professionali per Amara, per Nicola Nicoletti (consulente dell’Ilva), per l’avvocato Giacomo Ragno, amico di Capristo, in un ‘campo di attività’ in cui lo stesso Laghi doveva fare bella figura davanti al Governo come commissario dell’Ilva.

 

Durissimo il commento di Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale di Europa Verde: “A Taranto è stato compiuto uno scempio morale. Mentre i bambini si ammalavano di tumore del 51% in più rispetto alla media pugliese, in città regnava la corruzione per nascondere il disastro sanitario e ambientale“. Sugli arresti di Capristo e Laghi, Bonelli ha dichiarato: “Sulla vicenda Ilva c’è stata una strategia per nascondere il disastro sanitario e ambientale e per favorire chi ha gestito un impianto che tutti sapevano e continuano a sapere che produce inquinamento e danno alla salute“.

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Angelo Bonelli ha poi ricordato che il 3 luglio 2019 “chiedevo pubblicamente al Cms di valutare la sospensione del procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, perché alle riunioni in Procura sulla richiesta di patteggiamento nell’ambito del processo Ambiente Svenduto partecipava anche l’avvocato Piero Amara coinvolto nel processo Eni o Sistema Siracusa, inchiesta che coinvolse, il 2 luglio, anche il procuratore Capristo. Il Csm rimase silente“. E ancora: “Nel 2018, nel quartiere Tamburi, si registrarono numerosi picchi di diossina, con valori, nella Masseria Carmine, di 900 volte superiori a quelli dell’anno precedente. Su questo evento, furono presentati numerosi esposti senza esito“.

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Angelo Bonelli tira in ballo anche la politica: “In questi anni ha deriso chi, come noi Verdi, hiedeva lo stop all’inquinamento, arrivando a proporre, come ha fatto il leader di Azione Carlo Calenda, l’immunità penale per Ilva. Servirebbe una commissione d’inchiesta internazionale per ripristinare la verità è sostenere una politica di conversione industriale come a Bilbao e nella Ruhr“.

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