CronacaTerritorio

Ilva, Crozza e la figuraccia di Di Maio a Taranto: “Ministro, mi guardi”

Condividi

Ilva. Dopo la pausa pasquale torna in diretta Maurizio Crozza con il suo spettacolo “Fratelli di Crozza”.

Negli sketch, con le sue esilaranti imitazioni, Crozza racconta i principali fatti di attualità.

Nel mirino della puntata del 26 aprile 2019 sono finiti i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio: dal “divorzio” su instagram al reddito di cittadinanza, passando per la “figuraccia” che il vicepremier Di Maio ha fatto a Taranto durante la riunione con le associazioni ambientaliste per il Contratto di Sviluppo della città.

 

Durante il confronto, il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti cita i dati delle centraline Arpa per criticare il vice-premier M5s.

“L’8 settembre 2018 il ministro Luigi Di Maio – afferma – aveva fatto una impegnativa dichiarazione sull’Ilva: ‘Abbiamo installato tecnologie a Taranto che riducono del 20% le emissioni nocive‘, ma i fatti dimostrano l’esatto contrario”.

Quanto affermato dal Ministro Di Maio è stato smentito dalle centraline Arpa installate nella cokeria che registrano valori in aumento per le emissioni diffuse in ambiente.

Secondo i dati registrati nel bimestre gennaio-febbraio 2019 e quelli del bimestre gennaio-febbraio 2018 emerge “un incremento del 160% per il benzene, del 140% per l’idrogeno solforato e del 195% per gli Ipa totali. Tutti inquinanti cancerogeni e anche neurotossici”.

“Per quanto riguarda le polveri sottili misurate attorno alla cokeria – conclude  Marescotti – l’Arpa Puglia registra un incremento fra il 18% e il 23% per il PM10 (a seconda del campionatore Env o Swam) e del 23% per il PM2,5. Solo per il black carbon viene registrata una leggera riduzione del 5%”.

Ma non è tutto.

Al suo arrivo in Prefettura il Vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio ha annunciato che il Consiglio dei ministri ha abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici Ilva di poter godere di alcune esimenti legate a reati ambientali, e reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto.

“Non è una vittoria del governo – ha detto Di Maio – ma una vittoria dei tarantini, ma so benissimo che i tarantini discendono dagli Spartani e non si accontentano di vincere una battaglia ma ci sono tante altre battaglie da vincere”.

“L’esimente penale – ha aggiunto – aveva vita altri 4 anni e mezzo, da agosto invece non avrà più effetti nel nostro ordinamento”.

Ilva tra le aziende più inquinanti in Ue. Dati Ispra: “Situazione peggiorata con la nuova gestione”

Una norma che però – denuncia il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti – che non abroga ma riscrive l’immunità penale per far decadere il ricorso alla Corte Costituzionale da parte del giudice Benedetto Ruberto.

“Infatti – ipotizza Marescotti- adesso il suo ricorso decade. Perché? Perché la norma sull’immunità è stata riscritta dal Governo, precisamente dall’articolo 46 del DL. Durante la conferenza stampa di ieri del ministro Di Maio al Tavolo per Taranto sono intervenuto chiedendogli di leggere pubblicamente la norma con cui dice che viene abrogata l’immunità penale per ArcelorMittal. Lui ha risposto che il testo della norma sarebbe apparso sulla Gazzetta Ufficiale. Siccome una persona mi avevano mandato sul cellulare in anteprima la norma in questione ho insistito vivacemente perché Di Maio leggesse la nuova norma davanti ai giornalisti, ma non ha voluto farlo”.

Ilva, cittadini contro Di Maio. Le associazioni ambientaliste lasciano il Tavolo Istituzionale

 

Il ricorso alla consulta riguarda il tema della legittimità costituzionale del decreto legge del 5 gennaio 2015, n. 1 che assegna ai commissari dell’amministrazione straordinaria dell’Ilva, ai loro delegati e agli acquirenti dell’azienda, l’immunità penale relativamente alle condotte attuative del piano ambientale dell’azienda.

Ruberto si è appellato alla Consulta dopo aver riunificato tre procedimenti in materia ambientale riguardanti l’acciaieria: i livelli di diossina derivanti dalle polveri degli elettrofiltri dell’impianto di agglomerazione, i dati dell’Arpa Puglia relativi alle emissioni di Pm 10, Pm 2,5 e benzene nell’area della cokeria, l’inquinamento provocato dall’attività estrattiva praticata nella cava Mater Gratiae, per la quale il Comune di Statte ha evidenziato problemi in merito alla prosecuzione ed all’ampliamento dell’attività.

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago