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Ilva, l’Altoforno 2 non si spegne. Emiliano: “Iniziare immediatamente decarbonizzazione”

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Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso dell’Ilva in Amministrazione straordinaria in merito alla permanenza in attività dell’Altoforno 2. Vincono le ragioni dei commissari straordinari: concessa la facoltà d’uso e fissati i termini per ottemperare alle prescrizioni.  Emiliano: “Non ci accontentiamo di una sentenza del Riesame”.

L’altoforno 2 dello stabilimento di Taranto non rischia più lo spegnimento. È di 21 pagine la motivazione con cui il Tribunale del Riesame di Taranto ha accolto il ricorso di Ilva in amministrazione straordinaria contro la mancata proroga alluso dell’altoforno 2 per gli ulteriori lavori di messa in sicurezza.

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Per Ilva non ci accontentiamo di una sentenza del Riesame, che sta consentendo la prosecuzione dell’attività della fabbrica ma con un altoforno vecchio e che rischia comunque di continuare a inquinare e a mettere a rischio la vita degli operai. Noi chiediamo al Governo di superare questa sentenza del Riesame e di iniziare immediatamente la decarbonizzazione della fabbrica”, ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Decarbonizzare la fabbrica significa chiudere le fonti inquinanti – ha proseguito – quindi su questa posizione voglio ringraziare il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il segretario del mio partito, Nicola Zingaretti, che hanno cambiato radicalmente la posizione sulla questione Ilva, andando nella direzione indicata dalla Regione Puglia sulla decarbonizzazione. Io rivendico che questa posizione è stata tenuta solo dalla Regione Puglia per anni e che solo da qualche settimana a questa parte è diventata la posizione comune a Partito democratico e Movimento 5 Stelle, due soggetti politici che ci hanno sempre attaccato violentemente, per ragioni diverse, quando la Puglia parlava della decarbonizzazione quattro anni e mezzo fa“.

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Sarebbe davvero negativo non coinvolgere le organizzazioni sindacali, attraverso la contrattazione, nel processo di trasformazione dell’ex Ilva, ciò significherebbe non riconoscere i lavoratori e i loro sacrifici“. Lo dice Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl a 24Mattino su Radio 24. “Dobbiamo ripartire dall’accordo che c’e’, ArcelorMittal si e’ impegnata ad investire 4 miliardi. – e conclude – Se poi ci sara’ anche un’implementazione attraverso il governo o altri soggetti finanziari per fare ancora di piu’ noi al meglio non poniamo limiti“.

Ha letto e riletto le 21 pagine con cui il collegio del tribunale del Riesame di Taranto spiega la decisione di consentire che l’altoforno 2 – finito sotto sequestro quasi 5 anni fa dopo la morte di un operaio – continui a funzionare. Alessandro Marescotti, referente di Peacelink, l’associazione ionica che difende l’ambiente, scorre da ieri il file e resta “stupefatto” da quanto scrivono i giudici.

 

Nel lungo post, si dice sbigottito da “una frasetta che recita ‘il tribunale non dispone di poteri probatori ufficiosi, non può cioè nominare un perito, e deve quindi misurarsi con gli unici dati tecnici disponibili in atti, pur fallibili e in ipotesi scorretti’. Cioè – continua – i giudici mettono le mani avanti e dicono: non siamo tecnici, siamo fallibili, le nostre valutazione tecniche possono essere anche per ipotesi scorrette dato che non abbiamo consultato un tecnico“. Marescotti ricorda la relazione tecnica stilata anni fa dalla procura in cui si sosteneva che “l’altoforno va spento, gli operai vanno allontanati dalla ghisa incandescente, i processi vanno automatizzati e poiché l’ILVA non ha fatto ciò dal 2015 a oggi l’altoforno va spento perché è troppo pericoloso. Ma i giudici – che tecnici non sono – non lo vogliono spegnere perché’ credono alla relazione tecnica degli esperti dell’ILVA”.

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La relazione degli esperti dell’ILVA che ne chiedevano la prosecuzione è terribilmente tecnica, ha una quantità di valutazioni statistiche che metterebbe in crisi un professore di matematica ma i giudici del Riesame sono bravissimi, la comprendono da soli, senza nominare un tecnico e senza consultarsi con il custode giudiziario“, sottolinea piccato il referente di Peacelink che ironico ipotizza: “Evidentemente si sono laureati in legge ma erano degli ingegneri mancati o hanno coltivato segretamente la passione per la matematica, la statistica, la tecnologia siderurgica: menti di elevatissima cultura questi magistrati del riesame. Complimenti ai giudici del Riesame, complimenti vivissimi, sono stato bravi come i migliori periti che potrebbero trovare sul mercato, pur non avendo avuto la possibilità di nominarne alcuno. Complimenti davvero“, conclude.

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